Io sono Bellaq

Bellaq ha nove anni e fa la quinta elementare alla Jean-Moulin, in un quartiere multietnico di Parigi. Quella mattina, a scuola, tutti parlano dell’attentato terroristico avvenuto la sera prima. Se ne parla anche durante la lezione, e questa è un’ottima notizia per tutti, perché significa saltare matematica. Ma in verità gli amici di Bellaq, Yazid e Miled, di origine araba come lui, sono un po’ preoccupati. «Se quel tipo è arabo», commenta Yazid, «anche stavolta tutti diranno: “Voi arabi siete tutti terroristi”». Il timore di Yazid è piccola cosa rispetto a quello che succede di lì a poco: un grosso elicottero nero atterra nel cortile della scuola e ne scendono cinque agenti con mitra e passamontagna. Quando arrivano nella loro aula, arrestano il piccolo Bellaq perché sospettato di terrorismo. Ma Bellaq ha solo nove anni! Il preside gli dice di non preoccuparsi, si sistemerà tutto, ci dev’essere sicuramente un errore. Ma intanto Bellaq sorvola Parigi sull’elicottero della polizia… Con esemplare levità, e anche con umorismo, l’autore francese Vincent Cuvellier affronta temi “pesanti” come il terrorismo e la folle cecità del pregiudizio. Una lettura per sorridere e per riflettere. 

Vincent Cuvellier, 
Io sono Bellaq, 
llustrazioni di 
Aurélie Grand, 
Biancoenero, 
9 euro.
 

Questo sito utilizza cookies per offrirti un'esperienza di navigazione migliore. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies. Maggiori informazioni.