Donne, botte e noi

Sabato dovremo essere tutti in piazza per gridare, forte, il nostro NO alla violenza sulle donne.
Soprattutto come uomini abbiamo questo dovere. 
Che poi non dovrebbe nemmeno essere necessario perché la violenza sulle donne, così come su qualsiasi altra persona o animale, non deve - non dovrebbe -  esistere.
Ma tant’è in questa folle società nella quale oltre il 31 per cento delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza. 
Sono dati riferiti alla realtà italiana, dati che ci fanno vergognare perché significa che quasi sette – SETTE ! – milioni di donne hanno subito una forma di violenza fisica o sessuale e di queste più di 652 mila sono state stuprate.
Numeri che non sono devono farci necessariamente riflettere, ma soprattutto aprirci il cuore, e gli occhi e le orecchie, per capire cosa succede e sapere intervenire anche con una semplice telefonata alle forze dell’ordine e alle molte organizzazioni che si battono contro questa barbarie.
Come ad esempio “Mai + sole” impegnata in un grande lavoro.
In molti, dunque, dobbiamo partecipare alla fiaccolata che sabato ci sarà a Saluzzo organizzata dallo Zonta, così come alle iniziative organizzate in molti paesi su questa vergogna.
E’ follia leggere le statistiche e vedere che le forme di violenza più gravi sulle donne sono esercitate da partner, parenti o amici.
Che le donne siano la parte migliore di noi lo credo profondamente e che ancora ci sia la sopraffazione dei sessi –ma purtroppo non solo quella– significa che, in fondo, homo sapiens non lo siamo mai diventati per davvero. 
 Alberto Gedda
 

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