Saluzzo: Prolungato al 7 febbraio il termine per la trattativa

Mahle, un mese in più

Chiusura stabilimenti Mahle: un mese in più per trattare. É il risultato, magro ma concreto, emerso dall’incontro tra le parti convocato dal Ministero dell’economia e svoltosi a Roma giovedì 27 novembre al quale hanno partecipato i vertici della multinazionale tedesca (l’amministratore delegato, il direttore del personale e due consulenti), i rappresentanti sindacali dei due stabilimenti Mahle di Saluzzo e La Loggia, e per il Comune di Saluzzo il vicesindaco Franco Demaria; oltre al sottosegretario 5 stelle, ha presenziato la deputata Chiara Gribaudo di Boves.
Alla trasferta romana hanno partecipato un cinquantina di dipendenti di ciascun stabilimento a rischio chiusura. «Lunedì 9 dicembre siamo convocati in Regione per firmare l’accordo raggiunto sul mese di sospensione della procedura di licenziamento ottenuto grazie all’intervento del Governo» spiega Roberto Lepori, rappresentante sindacale Fismic. L’accordo fa slittare al 7 febbraio (invece del 7 gennaio) il termine per trovare un accordo e, dal punto di vista degli operai, per scongiurare la chiusura. 
«Gli stabilimenti italiani sono in attivo – ribadisce Lepori – il management italiano ha ribadito l’intenzione di chiudere, anche se le motivazioni (il calo del 30% dei volumi di produzione del diesel), appaiono infondate. Speriamo di strappare almeno un anno di lavoro». Nell’incontro al Ministero non si é parlato, invece, del possibile ricorso alla cassa integrazione.
La parlamentare Gribaudo si é detta “stupita e delusa” dall’assenza di referenti politici della Regione Piemonte: «Si tratta di una grave mancanza del presidente Cirio e dell’assessore Chiorino... Ringrazio i tecnici regionali presenti, ma la chiusura di un’azienda da 450 lavoratori, 450 famiglie, ha bisogno di un’attenzione di altro tipo. Ora i licenziamenti sono congelati, hanno la possibilità di rimediare, non la sprechino: adesso é la Regione che può fare la differenza. Cirio batta un colpo».
Martedì sera un gruppo di operai e rappresentanti sindacali Mahle di Saluzzo ha raggiunto lo stabilimento di La Loggia per un collegamento in diretta con la trasmissione “Fuori dal coro” condotta da Mario Giordano su Rete4: un’occasione per portare alla ribalta nazionale la sorte di 453 famiglie che, come ha detto don Ruggero Marini, “credono ancora nel miracolo” e non si rassegnano alla chiusura.
Intanto nei giorni scorsi l’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia in visita alla fabbrica Embraco di Riva di Chieri, ha pronunciato parole dure nei confronti di quegli imprenditori “italiani oppure stranieri che per motivi strettamente economici e di profitto ad un certo punto decidono che non gli interessa nulla del capitale umano, degli operai. Dobbiamo farglielo capire, dobbiamo metterci tutti insieme e la forza della Chiesa può fare qualcosa di più e di meglio per suscitare una coscienza anche critica”. Parole che si adattano perfettamente anche alla situazione degli stabilimenti Mahle di Saluzzo e La Loggia.
susanna agnese


 

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