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Numeri, uomini e noi

E’ un lungo rosario di cifre quello registrato dall’osservatorio “PASsi avanti” sugli stagionali africani al lavoro nelle nostre campagne.
Cifre, beninteso, che rappresentano persone, e che analizziamo nel giornale. 
Gli stagionali africani censiti dal Pas di Saluzzo hanno lavorato nello scorso anno in 34 comuni della zona. Soltanto tre però, oltre a Saluzzo, si sono attrezzati per dare ospitalità ai braccianti che lavorano nelle aziende del loro territorio: Costigliole Saluzzo, Lagnasco e Verzuolo. 
E gli altri? Nulla. 
Hanno tranquillamente, ed egoisticamente, passato la patata bollente al comune di Saluzzo.
Eppure: a Revello risultano 396 contratti del Pas, 165 a Scarnafigi, 141 a Dronero, 118 a Savigliano, 77 a Villafalletto, 64 a Manta e via così. E’ giusto?
Secondo noi no.
Il comune di Saluzzo, è bene ricordarlo, non aveva nessun obbligo di legge a provvedere alla sistemazione dei braccianti africani eppure lo ha fatto per dovere di responsabilità con la Caritas, associazioni agricole, Cgil e molti altri, soprattutto con le forze dell’ordine. 
Tanto da essere citato come esempio virtuoso con i comuni di Foggia e Latina nel convegno nazionale della Coldiretti sul lavoro stagionale, al quale sono intervenuti quattro ministri.
L’azione del comune di Saluzzo è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite, dalla Regione, da altri organismi importanti.
E’ davvero ora che si faccia un passo in più per la dignità della persona e del lavoro, mentre il mercato cambia.
Per la dignità di tutti.
Alberto Gedda

 

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