Saluzzo: Vigilanza a supporto delle Forze dell'ordine

Arrivo stagionali: i soldati presidiano il Foro boario

SALUZZO Le istituzioni mostrano i muscoli di fronte al rischio accampamenti al foro boario. Da lunedì 25 maggio a Saluzzo è arrivato anche l’Esercito: i militari del II Reggimento Alpini di Cuneo presidieranno il Foro boario 24 ore al giorno, 7 giorni la settimana a supporto le forze dell’ordine per garantire la vigilanza e impedire che si ripeta quello che succede da anni nella zona: decine di africani sotto il viale in attesa di un ingaggio nei frutteti del Saluzzese. Una situazione non tollerabile già in tempi normali, figuriamoci in questo periodo di emergenza sanitaria.
Che le cose quest’anno debbano cambiare lo ha lasciato intendere il questore di Cuneo Emanuele Ricifari: nei giorni scorsi ha parlato senza mezzi termini di “imprenditori disonesti” del Saluzzese, una minoranza che però possono vanificare il lavoro di tutti gli altri. Questi imprenditori, dice il dott. Ricifari, “stanno chiamando lavoratori stagionali stranieri, invitandoli a non usare i portali delle associazioni agricole per venire a lavorare nel distretto della frutta. I datori di lavoro chiedono agli stagionali di portare parenti, amici, conoscenti per poterli pagare meno e fuori dalle regole”. Il questore annuncia “controlli feroci” nei confronti degli imprenditori che si comportano in questo modo.
La referente del progetto Caritas Saluzzo migrante racconta di tre lavoratori assunti dal 1° giugno da tre diversi datori di lavoro che non metteranno a disposizione l’alloggio: “E’ impensabile che queste persone rinuncino al lavoro perché non hanno un posto dove andare. Non vorremmo fosse un’avvisaglia di ciò che può succedere dalla prossima settimana, quando sarà possibile spostarsi da una regione all’altra. – sottolinea Virginia Sabbatini, referente Saluzzo migrante - Noi invitiamo i datori di lavoro ad informare il sindaco del loro paese che arriverà gente senza dimora per la quale non è garantito il rispetto del distanziamento sociale. Se l’allarme arriva dai sindaci, se ne potranno fare carico in rete con Questura, Prefettura, Regione, Protezione civile. Né lo sgombero né la camionetta dell’esercito sono una soluzione: servono soluzioni emergenziali per chi è sprovvisto di sistemazione”.
Neppure la soluzione individuata dal tavolo istituzionale, cioé ospitalità in container nelle aziende frutticole, secondo la Caritas, sarà sufficiente: “Verrà utilizzata forse dalle grandi aziende, più strutturate, che amplieranno il numero di container per rispettare le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria, ma non dalle piccole aziende”.
 

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