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SCELTA DEI MONTI

In questo numero abbiamo dedicato un ampio spazio, giustamente, alla riapertura dei rifugi che segna la ripresa della montagna. Ripresa da parte nostra, degli uomini, perché la montagna naturalmente è sempre stata lì, al suo posto. 
Il Monviso è nella sua meravigliosa piramide di pietra che segna le nostre giornate e riempie il nostro orizzonte. 
E’ tempo di salire, di grandi spazi e silenzi, come scrive Erri De Luca: “Quassù in montagna ritrovo l’aria, l’ispiro così forte che finalmente so cos’è l’ispirazione per un artista. E’ aria venuta da lontano, respirata prima da alberi e da generazioni. Quassù l’ispirazione entra nel naso e la mucosa fiuta la storia dell’aria, i suoi viaggi”. 
La montagna è una grande parte di noi: la sentiamo, l’avvertiamo, ci racconta storie millenarie di popoli, contrabbandieri, soldati, pastori, alpinisti che ne rincorrono la parte più “inutile”: la vetta.
E di montagna ci racconta, sempre su queste pagine, Roberto Mantovani, così come in suoi molti libri, molto bene. Da tempo la montagna è protagonista infatti di una sua letteratura con grandi scrittori a scriverne, dal secolo dei lumi in poi.
Ne scrive – senza retorica - Erri De Luca come nell’ultimo libro, “Impossibile”, o nella splendida fiaba “Il peso della farfalla” con protagonisti un vecchio camoscio e un anziano cacciatore. 
E poi “Sulla traccia di Nives”, affascinante racconto della spedizione in Himalaya con Nives Meroi e suo marito Romano Benet.
Una montagna non leggendaria ma vera che tanta parte ha nella nostra storia. Ad iniziare dal Monte Sinai sul quale Dio parlò a Mosè.
Alberto Gedda
 

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