: "Sono solo il manovale delle risorse messe in campo dalla Caritas"

Accoglienza stagionali: premiato Carlo Rubiolo

«Sono solo il manovale delle risorse che la Caritas mette in campo per affrontare la situazione degli stagionali» con queste parole il vicedirettore della Caritas diocesana di Saluzzo Carlo Rubiolo ha ricevuto venerdì 4 settembre il riconoscimento internazionale intitolato ad Andreina Blua, una donna di Desertetto, sui monti sopra Borgo san Dalmazzo, che diede rifugio ad una mamma ebrea con le due figlie di 12 e 9 anni. E proprio loro, Gitta e Chaya, 77 anni dopo, hanno applaudito in collegamento su Zoom dagli Stati Uniti al ricordo della donna che, con generosità, salvò loro la vita. Il premio è stato consegnato dalla pronipote di Andreina Blua, Alessandra Soncin, che ha tratteggiato la figura della bisnonna.
«Accetto questo riconoscimento come conferito alla Caritas: ci sono molti che lo meritano più di me, a cominciare dal direttore don Beppe Dalmasso che è stato mio maestro di carità e di spiritualità» ha proseguito il saluzzese Carlo Rubiolo, 72 anni, già insegnante alla scuola media, che all’indomani della pensione si è presentato alla Caritas per offrirsi come volontario.
Le motivazioni del premio (che Rubiolo condivide in questa edizione 2020 con un attivista tra i rifugiati palestinesi) sono state illustrate in collegamento dagli Usa da Judy Roth, figlia di Chaya e membro dell’associazione americana di psicologi per la responsabilità sociale che ha istituito il riconoscimento.
La premiazione, sotto la regia di Piera e Sandro Capellaro, rientrava nel programma dell’iniziativa “Attraverso la memoria” ideata dal saluzzese Gigi Ferraro, scomparso a gennaio, e portata avanti per vent’anni dall’associazione Biandrata. L’edizione 2020 della marcia si è svolta domenica 6 settembre ed è culminata con l’incontro al colle Ciriegia di quasi 200 persone salite a piedi dall’Italia e dalla Francia per ricordare l’esodo di un migliaio di ebrei verso l’italia, dopo l’8 settembre 1943, in cerca di salvezza dalle persecuzioni.

Carlo Rubiolo (al centro della foto) con le autorità al termine della premiazione