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Serve una legge

Nello scorso numero del giorno giornale abbiamo pubblica un’inchiesta sulla “città invisibile”: ovvero la Saluzzo braccianti africani accampati in zone periferiche perché non hanno trovato posto nelle accoglienze diffuse organizzate da alcuni comuni della zona e aperte ai lavoratori in possesso di un regolare contratto.
Una fotografia senza aggettivi che ha messo in evidenza quanto succede praticamente ogni estate – con più o meno persone che si accampano fuori dalle strutture – senza che il problema venga messo nella sua giusta luce e quindi risolto come ha ribadito più volte, e con determinazione, il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni sottolineando che la questione è perlomeno nazionale e quindi necessita di una legge nazionale. 
Non sembrerebbe difficile: centinaia di migliaia di persone si muovono da sud a nord e poi di nuovo da nord a sud in cerca di lavoro nelle raccolte stagionali (arance, pomodori, frutta, vendemmia…) e quindi una regolamentazione si impone. O, perlomeno, si imporrebbe ma nessun governo, sia di destra che di sinistra o di centro, ha mai davvero preso in mano la questione lasciando in trincea i sindaci che devono far fronte ad una migrazione stagionale con pochi mezzi a disposizione in collaborazione con le forze dell’ordine.
Diciamo meglio: una minoranza di sindaci poiché la maggioranza preferisce chiudere gli occhi, lasciare la patata bollente agli altri anche se molti di questi braccianti lavorano per aziende presenti sui loro territori.
Una situazione ancor più ipocrita quando i sindaci in questione si proclamano democratici, aperti alle istanze civili, pronti a organizzare convegni sui diritti negati, la memoria….
La stragrande maggioranza dalle aziende accolgono i braccianti dando loro alloggio ma qui, nel caso specifico, si tratta di persone marginali nella marginalità: stagionali che riescono a lavorare pochi giorni e quindi non sono pienamente “produttivi” e nemmeno riescono ad affittare un alloggio pur mettendosi insieme.
Il problema è davvero deflagrato, giunto al limite: a ottobre ci sarà un convegno nazionale a Saluzzo, organizzato dal Comune, per arrivare ad una soluzione.
La nostra fotografia della città nascosta può quindi servire, crediamo, a dare un impulso al confronto.
Alberto Gedda
 

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