Saluzzo: Allemano: «Il Covid ha premiato gli ospedali in rete»

No all'ospedale unico

«Un ospedale unico a Savigliano non è accettabile dal Saluzzese che ha il bacino di utenza più grande nel quadrante nord ovest della provincia di Cuneo ed è ad alta dispersione geografica» il dottor Paolo Allemano prende posizione contro l’ipotesi di nuovo ospedale caldeggiata dall’assessore regionale alla sanità Luigi Icardi. Secondo Allemano la discussione scatenata dall’assessore leghista che porta i sindaci a scontrarsi su “dove fare l’ospedale” è «uno specchietto per le allodole, un problema mal posto, che non intercetta nessuno dei problemi posti dal Covid alla sanità pubblica».
Tre anni fa Paolo Allemano aveva votato in consiglio regionale per la ristrutturazione dei tre ospedali secondo il cosiddetto Piano Magni, ma non è per ragioni politiche che difende la scelta di allora: «Il presupposto era che gli ospedali lavorassero in rete, non si è mai parlato di un ospedale che annullasse gli altri. E il Covid ha premiato, senza riserve, il modello degli ospedali in rete. Se Savigliano ha potuto far fronte all’acuzie è perché Saluzzo ha fatto la parte Covid e Fossano ha tenuto come polo riabilitativo. Da solo, ognuno dei tre presidi avrebbe fatto pochissima strada. Questa cosa, verificatasi in tutto il Paese, è talmente vera che è stata assunta come linea guida dal Piano nazionale ripresa e resilienza (Pnrr) che destina 19,7 miliardi del Next generation fund sulla sanità. Nel piano si parla di una casa della comunità/salute ogni 24.500 abitanti e di un ospedale di comunità ogni 80.000 abitati».

Paolo Allemano (a destra) con il primario dei reparti Covid di Saluzzo Costantini

L’articolo completo sul Corriere di giovedì 25 febbraio 2021

 

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