4 chiacchiere dal barbiere di Danilo Girello

Arriverà il luna park con la giostra che si muove, arriverà l’uomo che vende zucchero filato e sogni, e ritorneremo tutti bambini (F. Caramagna)


Una delle tante situazioni paradossali provocate dal Covid 19 sta interessando con molti disagi i lavoratori ed esercenti degli spettacoli viaggianti.
Alcune di queste famiglie che allestiscono le loro attrazioni nelle piazze del saluzzese, sono stazionate con le loro case mobili da parecchi mesi nel grande parcheggio del foro boario in attesa di riprendere la propria attività di imprenditori del divertimento.
Tra di loro l’amico, e cliente, Oreste Cristiani mi racconta con orgoglio che nel 1962 suo papà lascia la vita da circense e acquista a Dronero la prima giostra dei bambini in funzione ormai da tre generazioni.
Sempre lui mi svela che le origini del nome luna park lo si deve ad una giostra dal nome “A trip to the Moon” (viaggio sulla luna) che nei primi anni del Novecento inaugurava il primo Parco dei divertimenti al mondo a Conay Island a New York. 
Da quel giorno inizia la storia di questi luoghi fantastici che evocano in ognuno di noi ricordi bellissimi e spensierati.
Mi ritrovo ragazzino a farmi venire i calli alle mani per girare il volante alla “gara” sugli aereoplani, l’immancabile capogiro dopo una corsa sulle catene, andare sull’autoscontro ad occhi chiusi, il tagada’, vincere un enorme orsetto panda al tiro a segno.
Le ore felici che ho passato a prendere il codino con i miei bambini non hanno prezzo!
Evviva le giostre, evviva il luna park!
 

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