Dronero: 98 posti, 64 ospiti alla Casa di riposo Opere pie droneresi

Decreto ristori, una goccia nel mare

Momenti di criticità non sono mancati alla casa di riposo Opere Pie Droneresi, anche a causa della pandemia: la struttura è autorizzata per 98 posti letto, di cui 40 in Rsa, per non autosufficienti e 58 in Ra, per anziani parzialmente autosufficienti.  “La prima ondata Covid non ci ha dato particolari problematiche, -  dice il direttore Diego Bertola – all’inizio della seconda ondata gli ospiti erano 87”.
Poi è arrivata la seconda ondata Covid... “Ed è stata più dura con anziani in condizioni molto complesse sulle quali ha inciso il Covid, ma non solo. A gennaio ci siamo ritrovati con 57 ospiti, il calo di è legato per una ventina di ospiti al Covid e per gli altri si è trattato di decessi legati all’età avanzata. Il nostro problema era l’impossibilità di inserire nuovi anziani, pur avendo delle richieste che non potevano soddisfare perché alcuni ospiti erano positivi. A fine gennaio siamo ritornati Covid free e a febbraio abbiamo potuto procedere con nuovi ingressi”.
Siete riusciti ad assorbire il colpo dal punto di vista economico? “Abbiamo cercato di limitare i costi adeguando il personale, ma in ogni caso ci sono i costi fissi di gestione che rimangono tali. Non è automatico che 10 ospiti in meno equivalgano ad operatori in meno. Certe spese sono rimaste le stesse, con entrate quasi dimezzate. Attualmente abbiamo 64 ospiti e nel breve termine, con l’inserimento di 4/5 persone, contiamo a fine aprile di arrivare a 70. Ma con questi numeri non stiamo girando bene a livello economico, utilizziamo dei fondi accantonati e l’aiuto degli istituti di credito. Il decreto ristori è stato utile ma è una goccia nel mare. Hanno legato i ristori ai posti convenzionati ed a quelli occupati, con un rimborso di 2 euro e 52 al giorno cadauno, l’equivalente di una mascherina FFP2. I ristori dovevano essere calcolati sui posti vuoti, altrimenti servono a ben poco.  Quello che manca è l’apporto fondamentale dello Stato”.
Le Opere Pie Droneresi furono fondate nell’ottobre 1898 per interessamento dell’allora arciprete dronerese don Bernardo Mattio con la dicitura “Ricovero dei Poveri Vecchi”, grazie alla donazione della nobildonna Angela Gattinara Sgherlino nata Roascio. Nel 1977 venne deliberata la costruzione del nuovo edificio per poter assolvere meglio alle esigenze moderne.

Nella foto la casa di riposo della Fondazione Opere pie droneresi

L’intervista completa sul Corriere di Saluzzo di giovedì 22 aprile 2021


 

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