Saluzzo: Sono pochi gli allevamenti rimasti in provincia di Cuneo

Vallesane, le capre bianconere

Sul Corriere di Saluzzo di giovedì 29 aprile, la consueta pagina di Agricoltura è dedicata alle capre Vallesane, riconoscibili dal caratteristico mantello bicolore, nero sulla testa, intorno al collo e fino a metà dorso; bianco sul resto del corpo. Si tratta di una razza originaria della Svizzera in via di estinzione, il cui areale di diffusione in Italia è concentrato nelle zone montane della provincia di Vercelli (Valsesia, Valle Mosso) e di Verbania Cusio Ossola (Valli Ossolane).
Noi siamo andati alla scoperta degli allevamenti (quei pochi rimasti) in provincia di Cuneo. 
A Saluzzo, percorrendo via Terre Rosse nel tratto che si snoda tra la collina e la campagna saluzzese, in località San Lazzaro, può capitare di imbattersi nel gregge di Giancarlo e Andrea Cacciolatto, padre e figlio, frutticoltore il primo, allevatore (di bovini) il secondo con il pallino per le Vallesane e nel 2011 le hanno introdotte in azienda. Il loro allevamento conta, attualmente, quasi una quarantina di capi di cui 25 fattrici, 10 capretti e un maschio. Gli ultimi nati sono di febbraio. 

In Valle Varaita, a borgata Fontanile di Bellino, le capre (16 esemplari) di Pierina Gabriella Richard sono anche le custodi della storia di questa donna, volitiva e tenace, a cui la vita ha imposto delle scelte, spesso sofferte, portandola a vivere esperienze molto diverse tra loro. Ma, alla fine, ha vinto lei, ha vinto Pierina, che è riuscita a tornare su quelle montagne, le sue montagne, dove è nata e cresciuta. Del resto, il suo cuore era rimasto là, come abbandonato su un baule di ricordi impolverato, in attesa che, prima o poi, qualcuno tornasse per riaprirlo. Così è stato. Originaria di Bellino da una famiglia di allevatori, è da loro che Pierina ha ereditato la passione per gli animali. 

Giacomino Gallian, 55 anni, è uno dei 60 residenti rimasti a vivere tutto l’anno a Bellino. Autista per trent’anni, ha abitato a Saluzzo e Falicetto per tornare, infine, nei luoghi dove era nato. Nella propria azienda a Borgata Ribiera, oltre ad una quindicina di bovini di razza piemontese, alleva anche le Vallesane, circa 30 capi.
Un passione che per Giacomino è iniziata 15 anni fa con i primi esemplari, un maschio e due femmine, acquistate nel Vallese, sopra Domodossola, dove si trovano nuclei consistenti e selezionati della razza. Gli animali sono cresciuti e alimentati in modo naturale, grazie a quello che offrono i pascoli alpini. Ma in montagna, c’è il problema del lupo.

Le capre Vallesane accompagnano anche storie personali di uomini e donne che hanno fatto una scelta di vita. Come i coniugi Olivia Peracchi e Marco Bosio, entrambi originari di Savigliano, che da circa un anno vivono in una piccola borgata nel comune di Rossana. 
La decisione di trasferirsi in campagna, condivisa da entrambi i coniugi, era scaturita dopo la nascita del primogenito, per il desiderio di offrire ai figli (oggi sono in tre e hanno rispettivamente 7, 4 e 1 anno) l’opportunità di crescere in un ambiente a stretto contatto con la natura, imparando a conoscerla e rispettarla.
Olivia lavora all’asilo nido di Savigliano, mentre Marco fa l’elettricista. Insieme hanno adottato ovini e caprini, tra cui le Vallesane: oggi sono 5 gli esemplari adulti e 4 i capretti.

Nelle foto: in alto Pierina Gabriella Richard in uno scatto di Danilo Ciscardi 
a lato: Giancarlo e Andrea Cacciolatto, Giacomino Gallian e i coniugi Olivia Peracchi e Marco Bosio
 

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