Io sto con gli animali di Andrea Avagnina

Maggio

Ho sempre amato maggio con le sue sere ancora fresche che profumano dei primi fiori e le  nuvole che si rincorrono nel cielo, senza quella cappa di umidità che sempre più spesso rende il caldo estivo insopportabile, ma ad amare ancora più di me questo mese sono i nostri amici selvatici che hanno modo di riprendersi dai rigori dell’inverno ed in molti casi, proprio in queste settimane, daranno alla luce i loro piccoli.
Già in passato ho sottolineato l’importanza di non avvicinarsi né tantomeno raccogliere piccoli di capriolo o cervo apparentemente abbandonati dalla mamma, spiegando che la loro immobilità rientra in una tecnica di mimetismo che, unita al mantello maculato, dovrebbe permettere loro di passare inosservati nei periodi in cui la madre li lascia soli per andare a pascolare, ma molte volte questo non basta: se per proteggersi dall’uomo può essere sufficiente sottrarsi al suo sguardo, per sfuggire al fiuto del miglior amico dell’uomo questo non è sufficiente, e così i CRAS si riempiono di animali letteralmente massacrati dai morsi di cani lasciati liberi nei boschi, senza contare i morti che ai Centri Recupero non arrivano nemmeno.
Permettere ai nostri cani di girare incontrollati nei boschi, ancor di più nella stagione dei parti, significa mettere in pericolo la vita di tanti selvatici correndo anche il rischio di una sanzione per omessa custodia o disturbo alla fauna selvatica, senza contare che i nostri stessi cani potrebbero venire attaccati da un lupo o magari da un cinghiale con i suoi piccoli nel caso venissero a trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Godiamoci dunque e condividiamo con i nostri fedeli compagni a quattro zampe tutti i pregi che una salutare passeggiata in natura comporta, ma sempre nel rispetto di quelli che sono i veri padroni di casa dei boschi e delle nostre montagne: gli animali selvatici.
Buone uscite! 
Ne abbiamo tutti davvero bisogno…

 

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