Saluzzo: Progetto della Caritas Diocesana per favorire l'integrazione

APRI, iniziativa di accoglienza

Sono una ventina i tutor volontari che hanno risposto alla chiamata, lanciata a ottobre dello scorso anno, dalla Caritas di Saluzzo in adesione al progetto Apri. L'iniziativa è stata avviata da Caritas italiana su fondi Cei, con l’obiettivo di creare migliori condizioni di inclusione per migranti già presenti sul territorio da tempo. Obiettivo: rafforzare il loro percorso di autonomia, oltre a sensibilizzare le comunità all’accoglienza.
L’operatrice di Saluzzo Migrante Elena Gallamini ha partecipato alla 107ª Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato a Roma, dove ha presentato i risultato del progetto, applicato sul nostro territorio.
Nell’ambito della Diocesi saluzzese sono 11 i migranti coinvolti nel percorso di integrazione. «Tra loro ci sono anche braccianti stagionali che stanno svolgendo un percorso di stabilizzazione, supportati dalla Caritas nella ricerca di un lavoro stabile» spiega Anna Cattaneo, responsabile comunicazione per la Caritas di Saluzzo che porta l’esempio di un giovane della Costa d’Avorio, che oggi vive e lavora in un'azienda agricola saluzzese. 
L’obiettivo di Apri è quello di aiutare le persone a superare la precarietà della loro condizione, per stabilirsi definitivamente nel territorio che li ospita da tempo. 
La durata del progetto, inizialmente di 6 mesi, è stata prorogata per tutto il 2021 e proseguirà anche il prossimo anno per permettere, dopo i rallentamenti causati dalla pandemia, di continuare i percorsi di integrazione avviati.

Nella foto, prima da destra: l'operatrice di Saluzzo Migrante, Elena Gallamini, coordinatrice dei volontari nell'ambito del progetto Apri.

Sul Corriere di Saluzzo di giovedì 30 settembre, la testimonianza del giovane arrivato a Saluzzo, dalla Costa d'Avorio