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Bla bla bla

È il mantra ripetuto da Greta Thunberg per denunciare il parlarsi addosso dei grandi della terra sul tema del rispetto della natura, sulla necessità – qui e subito – di smetterla con inquinamenti e distruzioni. Non ha avuto timore Greta, e con lei milioni di giovani in tutto il mondo, di dirlo in faccia ai potenti: il vostro è solo un vuoto bla bla. Vedremo cosa succederà alla Cop26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà in Scozia da primo al 12 novembre prossimo con la presidenza congiunta di Italia e Gran Bretagna.
Intanto i giovani si sono fatti sentire con manifestazioni e il summit Youth4Climate a Milano dove hanno esposto ragioni, dati e progetti concreti per invertire la rotta del nostro sviluppo divoratore: siamo sull’orlo dell’abisso, del non ritorno. Ad esempio piantare subito mille miliardi di alberi per ridurre la concentrazione di CO2 nell’atmosfera: un progetto semplice, di facile e immediata realizzazione, presentato al convegno dal neurobiologo vegetale Stefano Mancuso. Sarà ascoltato da governanti e imprenditori?
Papa Francesco, intervenendo al summit dei giovani, ha ribadito: «Si dice che siete il futuro ma in queste cose siete il presente, siete quelli che stanno costruendo oggi, nel presente, il futuro».
Non si può e non si deve ignorare questa tensione pena il nostro suicidio di massa come ipotizzato dai film catastrofici su un mondo annientato dalla follia devastante e vorace.
Sottolinea il Papa: «Agiamo con speranza, coraggio e volontà prendendo decisioni concrete. Non possono essere rimandate a domani, se hanno come fine quello di proteggere la casa comune e la dignità di ogni essere umano».
  Alberto Gedda

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