CUNEO: Mercoledì 20 ottobre, giornata di prevenzione alla Casa del Fiume

La salute delle ossa

“Osteoporosi, come si previene e cura con il movimento” è il titolo della mattinata in programma mercoledì 20 ottobre, dalle 9 alle 12.30 alla Casa del Fiume in piazzale Walther Cavallera a Cuneo. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione (parcofluviale@comune.cuneo.it – Tel. 0171.444501). E’ richiesto il green pass. 
Si tratta della sesta edizione dell’(H)-Open Day dedicato alla salute delle ossa, organizzato in collaborazione con la fondazione Onda, in occasione della Giornata mondiale dell’osteoporosi. 
Dopo il saluto delle autorità, la mattinata entrerà nel vivo con la presentazione del progetto, interverranno il fisiatra Riccardo Schiffer, la fisioterapista Donatella Abbà, il terapista occupazionale Paulo Rachino. Seguirà il percorso esperienziale e sensoriale “f’Orma.”
I medici del S. Croce e Carle di Cuneo insieme agli specialisti del Dipartimento Medico Riabilitativo dell’Asl CN1 offriranno gratuitamente alla popolazione femminile servizi clinico-diagnostici e momenti informativi come visite endocrinologiche, reumatologiche, counselling psicologico, esami e prelievi, info point, conferenze e distribuzione di materiale informativo.
È consigliato un abbigliamento comodo e portare con sé un asciugamano per l’attività fisica e fisioterapica. 
L’iniziativa è volta a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione primaria, attraverso l’adozione di uno stile di vita sano, fin dalla giovanissima età, e un’alimentazione equilibrata con un corretto apporto di vitamina D e di calcio.
Si stima che in Italia l’osteoporosi colpisca circa 5 milioni di persone, di cui l’80% sono donne in menopausa. Consiste in una condizione silente e asintomatica di progressivo deterioramento dell’architettura ossea e di riduzione della massa minerale, con conseguente aumento della fragilità dell’osso e maggior rischio di fratture spontanee o a seguito di traumi di minima entità. Nel nostro Paese, il 23% delle donne oltre i 40 anni e il 14% degli uomini con più di 60 anni è affetto da questa patologia e questi numeri sono in continua crescita, soprattutto in relazione all'aumento dell'aspettativa di vita. 
 

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