Saluzzo: Nel Carnevale del 1972 Neberti fece la sua prima esperienza di speaker

Tra le maschere trovò l’amore

“Carnevale 1972: l’allora Comitato Pro Saluzzo e le sue valli ritenne – bontà sua – di affidarmi l’esaltante ma impegnativo incarico di speaker della manifestazione. Il coraggio dell’incoscienza, propria dello studente ventunenne, qual ero allora, mi spinse ad accettare, contro il parere di chi mi circondava!”. Così Gianni Neberti raccontava l’impegno con il carnevale saluzzese iniziato nel 1972 nel suo articolo pubblicato sul libro “Saluzzo in maschera”.
Era un legame forte quello di Neberti con la baldoria cittadina, maturato col suo ingresso nella Pro Saluzzo e rafforzato dalla spigliatezza con cui parlava con il microfono in mano. Prima di lui avevano intrattenuto il pubblico figure come quelle di Kely Colombari, Franco Zali, Claudio Ferri… Un’eredità pesante ma che non aveva spaventato il giovane Neberti.
Ricoprì il ruolo di speaker ufficiale dal 1972 al ’77, e ancora una volta nel 1981 dopo che nel triennio ’78-’80 il carnevale era andato in onda in forma ridotta (senza sfilate e feste in piazza) a causa delle ristrettezze economiche in cui versava non solo l’ente organizzatore ma più in generale tutta l’Italia.
A riprova dell’amore per il Carnevale saluzzese bisogna ricordare che fu proprio Gianni Neberti a scrivere, con l’amico Vittorio Delfino autore anche della musica, le parole della canzone dedicata alla Castellana.
Neberti ha sempre ricordato il suo impegno con il Carnevale come una parentesi ampiamente positiva, non fosse altro perché proprio nel corso della baldoria conobbe quella che sarebbe poi divenuta la sua sposa, Patrizia Frusso, damigella insieme a Margherita Giletta della castellana Caterina Rinaudo nell’edizione del 1977, anno in cui a vestire i panni di Ciaferlin c’era Giovanni Rabino.