Torino: Al Torino Film Festival

La Piedad

Dalla nostra inviata al Torino Film Festival

Il regista Eduardo Casanova torna sul grande schermo con “La Piedad”, a cinque anni dal film esordio “Pieles” (Pelle) che si era aggiudicato una candidatura alla Berlinale e un discreto successo. Un secondo lungometraggio che continua un discorso estetico monocolore volutamente kitsch e che ha come unico intento la provocazione.

Lili ha 48 anni, Mateo 17. Madre e figlio sono inseparabili, per lui lei è come il sole e senza il sole non si può vivere. Se in principio il loro viene ritratto come un amore malato, che condanna come dittatrice la madre Lili di cui Mateo è vittima, ad un certo punto la pellicola smette di giudicare. Da lì in poi non ci sono più freni sociali e morali, ma immagini allegoriche che vanno ben oltre rispetto a quello che il pubblico vorrebbe vedere. “La Piedad” va dritta allo stomaco, non risparmiando niente, nemmeno il disgusto. Il non-sense prende il sopravvento, non solo nell’arco narrativo principale ambientato in Spagna ma anche nella sottotrama che si sviluppa nella Corea del Nord. Alla televisione si parla di unicorni, Lili e Mateo si contendono la malattia e la dittatura diventa il più bel posto in cui vivere.
Titolo in concorso al TFF40, sezione lungometraggi, “La Piedad” verrà proiettato al Cinema Greenwich il 1° dicembre. Per maggiori informazioni, fare riferimento al sito www.torinofilmfest.org
serena rumello