Io sto con gli animali di Andrea Avagnina

Strigiformi (parte 1)

Come tutti gli anni in questo periodo gufi e civette spopolano nelle pubblicità e feste a tema Halloween, una ricorrenza che non ha nulla a che vedere con le nostre tradizioni ma che, come tante altre importate dai paesi anglosassoni, ormai viene celebrata anche qui soprattutto tra i più giovani.
Di loro avevamo già parlato in passato, ma vale la pena spendere due parole sugli altri componenti di quest’ Ordine che deve il suo nome alla presunta somiglianza con le streghe.
Uno dei membri più conosciuti dell’allegra famiglia è certamente l’allocco, rapace di dimensioni medie, grandi occhi neri e piumaggio grigio o bruno rossiccio (fase grigia o fase rossa) che vive nei boschi maturi di latifoglie utilizzandone le cavità per nascondersi e nidificare, non disdegnando neppure l’ambiente urbano, dove possiamo trovarlo negli edifici disabitati.  Animale solitario e notturno caccia nell’oscurità confidando nel suo udito finissimo e nella silenziosità del suo piumaggio: si nutre di micro mammiferi ma anche di piccoli uccelli inclusi altri rapaci notturni più piccoli di lui.
Lo sapevate che il lugubre verso in sottofondo di qualsiasi scena ambientata nei cimiteri è proprio quello dell’allocco? 
Meno diffuso dell’allocco e del gufo comune, ma ugualmente affascinante, è il gufo reale.
Con un’altezza di 60/ 70 cm ed un’apertura alare che può raggiungere i 180 cm, è il più grande rapace notturno d’Europa: raro nelle alpi occidentali.
Nidifica tra arbusti o cavità naturali localizzate su pareti rocciose che offrono protezione e possiamo trovarlo fin oltre ai 1500 metri di quota. I suoi occhi sono di colore arancio sovrastati da un paio di ciuffi auricolari neri, mentre Il suo piumaggio, castano con screziature scure, ricopre anche le zampe, dotate di artigli lunghi e robusti. Preda uccelli e mammiferi anche di discrete dimensioni come lepri e conigli ed anche più grandi.
La prossima volta impareremo a conoscere altre splendide creature appartenenti alla famiglia degli Strigidi quali la civetta nana, la capogrosso concludendo poi la triade con l’assiolo ed il barbagianni.