Fermo immagine di Alberto Abbà

Forza uguale e contraria

Il terzo principio della dinamica dice che se un corpo A esercita una forza su un corpo B, allora B esercita su A una forza uguale e contraria. Ebbene, questo principio di Newton è il mio pensiero nel vedere la folla che si intravede dal finestrino di questo treno in arrivo in stazione in ritardo.
Le persone già prima della discesa sono in piedi da dieci minuti per risparmiare forse un minuto. All’apertura delle porte ecco da ogni carrozza fuoriuscire gente, come animali costretti, all’apertura delle gabbie. Ma in direzione opposta e contraria un altro pezzo di mondo sta correndo verso un altro treno in attesa. Hanno zaini in spalla, borse per mano e a tracolla e soprattutto trolley assassini che non visti in basso rischiano un fallo da cartellino rosso. Due correnti allo specchio. A ritardi si accumulano ritardi e il treno a fianco il mio porta direttamente all’aeroporto, che perdere proprio non si può.
Chi cerca di guadagnare l’uscita della stazione pensa all’ennesima giustificazione da dare ai responsabili. Alcuni azzardano improbabili telefonate e videochiamate accompagnate da un disperato: “mi sentiteee?!?!”
I più fortunati raggiungono la meta a piedi o in taxi, qualcuno si tuffa, con un monopattino o in bicicletta, nel selvaggio traffico. Per gli altri il destino è un reinscatolamento in metropolitana. 
Quella gente che corre, se la osservi bene, ha un viso, un’età, un sesso. Carnagioni chiare e scure. Indossa piumini colorati, cappelli, occhiali. Qualcuno mangia una brioche, qualcuno ascolta musica con le cuffie, qualcuno urla un vocale nel telefono. 
Centinaia di persone in arrivo da ovunque che per uno strano caso della vita arrivano a sfiorarsi proprio in quel punto.
Tutti diversi, ma accomunati per un istante in una sola e unica imprecazione per un ritardo. 
Spesso il tutto è una questione di tempi.
albiabba@libero.it