Moretta: L'incidente all'interno dello stabilimento Rana

Grave infortunio: lavoratore perde tre dita

Questa mattina, venerdì 1 agosto, si è verificato un infortunio gravissimo sul posto di lavoro, all'interno dello stabilimento Rana: un lavoratore in

somministrazione ha perso tre dita durante l’attività lavorativa. 

A poche ore dal grave fatto accaduto le organizzazioni sindacali Nidil Cgil e UilTemp alzano la voce e proclamano 8 ore di sciopero, su tre turni, per la giornata di mercoledì 6 agosto.
 
«Un evento drammatico che non possiamo definire una tragica fatalità. Da tempo, come organizzazioni sindacali, denunciamo condizioni di lavoro insostenibili, in particolare per i
lavoratori precari. Le tempistiche esasperate, le pressioni legate alla produzione e l’insicurezza contrattuale incidono direttamente sul benessere psico-fisico dei lavoratori e sulla sicurezza nei reparti. In molti contesti, il numero di lavoratori precari in
somministrazione ha ormai superato quello dei lavoratori diretti, creando un clima di instabilità, disorientamento e mancanza di tutele. Questa instabilità alimenta ansia e stress: chi è precario vive ogni giorno con il timore di non vedere rinnovato il proprio contratto, con ripercussioni dirette sulla concentrazione e sulla serenità necessaria per
operare in sicurezza. Oggi il prezzo di questa precarietà lo ha pagato, con il proprio corpo, un lavoratore». 
 
I sindacati rimarcano con forza la necessità che il lavoratore infortunato (somministrato) sia assunto immediatamente e direttamente dall'azienda, quale gesto concreto di riconoscimento e tutela della sua
professionalità, e per offrirgli una prospettiva stabile che difficilmente potrà ritrovare altrove
dopo un simile evento. 
 
«Chiediamo un intervento immediato da parte dell’azienda utilizzatrice per rafforzare la sicurezza, ridurre i ritmi insostenibili e riequilibrare il rapporto
tra lavoratori diretti e in somministrazione. Serve inoltre una revisione complessiva del sistema di gestione dei rapporti di lavoro precari, che non può più essere tollerato in
questo modo, in particolare in ambienti ad alto rischio».