Cronaca: Dopo la morte del bracciante 29enne Dembelè, travolto da un macchinario

Verità sul caso di Moussa

Bracciante ucciso da un macchinario, agricoltore a processo. Il 29enne maliano non aveva un contratto regolare. 

Non solo un bracciante che lavorava senza contratto, ma anche un macchinario vecchio e modificato che non avrebbe dovuto funzionare in quel modo: per la Procura di Cuneo sono questi gli elementi che hanno portato alla morte di Moussa Dembelé, lo stagionale maliano 29enne che morì nel cortile di una cascina a Revello nel luglio del 2022.

Ucciso da un desilatore che lo aveva “risucchiato” mentre, secondo la ricostruzione degli inquirenti, era intento a distribuire il mangime ai bovini lungo la rastrelliera: un violento trauma cranico alla base del capo e nessuna possibilità di salvezza. 

Quando i sanitari del 118 erano arrivati, il titolare dell’azienda agricola aveva già tentato di praticare le manovre salvavita sul giovane. Oggi è a processo, con l’accusa di omicidio colposo: sostiene che il bracciante non fosse un suo dipendente, mentre secondo i riscontri raccolti dalla Procura sarebbe stato assunto, in nero, circa sei mesi prima.

Un amico e vicino di casa dell’imputato, anche lui agricoltore, ha testimoniato di aver visto l’infortunato a terra, già privo di sensi, quando era sopraggiunto sul posto rispondendo alla richiesta di aiuto del vicino. 
 
La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 8 gennaio 2026.