Saluzzo: Giovedì 22 gennaio, al Quartiere alle 21, appuntamento con Enzo Isaia e la mostra “Noi Alpini”

Tra luce e colore, l’obiettivo come mestiere

Appuntamento imperdibile giovedì 22 gennaio, alle 21, al Quartiere (ex caserma Musso) in piazza Montebello dove è in corso la mostra “Noi Alpini” che presenta le grandi e belle fotografie in bianco&nero realizzate da Enzo Isasia durante il suo servizio militare.

E proprio il fotografo Enzo Isasia (nato a Pordenone nel 1941 ma torinese d’adozione)  sarà il protagonista della serata di giovedì 22 gennaio intitolata “L’occhio come mestiere” per parlare di storie e avventure fotografiche, professione che ha esercitato per molti anni occupandosi soprattutto di pubblicità per grandi marchi, presentando e commentando fotografie da lui realizzate in vari ambiti.

«Dopo un lungo peregrinare è successo che mi sono messo a lavorare per l’industria – ci spiega Isaia – ed è andata particolarmente bene perché era il periodo d’oro della pubblicità: gli anni Sessanta. Lavoravo come free lance per il laboratorio fotografico della Fiat dove era stato notato perché avevo portato lì le fotografie degli alpini a smaltare: sono passato nei teatri di posa dove ho imparato a “fare la luce” per fotografare le automobili: per quindici anni ho fotografato Ferrari e Maserati producendo dei grandi cataloghi».

«Le automobili, con la pellicola, erano difficilissime da fotografare perché sono grandi e lucide – prosegue il fotografo – in Italia eravamo in pochissimi a saperlo fare e a me piacevano le sfide: si diceva che sai fotografare un’automobile sai fotografare tutto.
Il massimo è stato fotografare un camion rimorchio nero in un teatro di posa con sfondo nero: lì mi sono davvero divertito!».

Isaia ha fotografato di tutto: treni, aerei, navi… persino cani in posa, spaziali panorami per arrivare ai grappolini d’uva fotografati di notte nei vigneti in trasparenza con meravigliosi giochi di luce.

Tutto però è iniziato con il “reportage” del servizio militare: dopo aver scattato centinaia di fotografie in pellicola con la Leica, al ritorno a casa Isaia si è reso conto che poteva diventare un libro ma mancavano alcune immagini, così si è fatto richiamare in servizio due volte per terminare il lavoro che è poi stato pubblicato in volume con la prefazione di Giulio Bedeschi: “Noi Alpini”.

La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 15 gennaio 2026. 

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