Acchiappamostre di Anna Cavallera

La mostra della settimana

Per i cinefili, e più in generale per tutti coloro che sono rimasti affascinati dall’ultimo film di Sorrentino c’è un’occasione per tornare, in qualche modo, a riviverne la nostalgia e le atmosfere. Fino al 10 aprile Palazzo Chiablese a Torino ospita “La Grazia – Immagini e location della Torino di Paolo Sorrentino”, la mostra fotografica che accompagna l’uscita nelle sale del film del regista Premio Oscar e si configura come un omaggio alle riprese realizzate in città, con l’obiettivo di valorizzare le location coinvolte. In esposizione, una selezione di scatti di set e backstage firmati dal fotografo di scena Andrea Pirrello, con la cura di Film Commission Torino Piemonte.
Il percorso si sviluppa nella Sala 447, già Camera da letto della Duchessa del Chiablese ed ex Sala Rossa, ambiente scelto per la ricostruzione dell’ufficio del Presidente della Repubblica e presenta 30 scatti realizzati nei luoghi scelti per gli interni del film, dove va in scena il semestre bianco del Presidente della Repubblica Mariano De Santis, interpretato da Toni Servillo, chiamato a pronunciarsi su due delicate richieste di grazia. Le immagini restituiscono una mappa articolata della città e del territorio, dall’Accademia delle Scienze alla Bocciofila La Tesoriera, dalla Casa Circondariale Lorusso e Cutugno al Castello del Valentino, fino al Castello di Moncalieri (TO) e ai Musei Reali di Torino, con particolare attenzione a Palazzo Reale e allo stesso Palazzo Chiablese.
La visita è inserita nei tour di Palazzo Chiablese organizzati dall’Associazione Amici di Palazzo Reale di Torino, in programma fino a venerdì 10 aprile 2026, ogni lunedì, giovedì e venerdì 14.30-15.30 e 16.30. Prenotazione obbligatoria via e-mail a palazzochiablese@amicipalazzoreale.it oppure 344 19 29 643 nella fascia oraria 10-12.

Altre mostre
Prosegue, presso il Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo, la mostra «La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione», un progetto espositivo promosso dalla Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo con il supporto organizzativo di MondoMostre, e curato da Francesca Cappelletti e Ettore Giovanati. A partire dalla figura di Scipione Caffarelli Borghese (1577–1633), l’esposizione racconta la nascita di una nuova idea di collezionismo: sistematico, visionario, capace di anticipare le tendenze artistiche del tempo.
Attraverso una selezione di capolavori provenienti dalla Galleria Borghese, rappresentativi delle diverse scuole pittoriche italiane tra Cinquecento e Seicento, il percorso restituisce la straordinaria parabola di un collezionista che fece della sua raccolta un teatro del bello e della conoscenza.
Tra le opere esposte figurano il Ritratto di frate domenicano di Tiziano Vecellio, Autunno e Primavera di Jacopo Bassano, il Ritratto di uomo attribuito a Raffaello, la Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e angeli di Battista Dossi, la Fuga in Egitto del Cavalier d’Arpino, e il Sonno di Gesù di Lavinia Fontana.
La mostra si conclude con la sezione dedicata ai grandi maestri del Barocco: la Danza campestre di Guido Reni, l’Autoritratto in età matura e la Capra Amaltea di Gian Lorenzo Bernini, emblemi della sua prodigiosa versatilità tra pittura e scultura.

*****
Fino al 1° marzo alla GAM di Torino è visitabile ma mostra «Notti – Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni», sotto la cura di Fabio Cafagna ed Elena Volpato, con circa cento opere provenienti da collezioni europee e dalla GAM. Il percorso offre uno sguardo sul fascino della notte lungo più di quattrocento anni, mettendo insieme arte, scienza e poesia, dal XVII secolo fino ai giorni nostri.
Si passa dalle osservazioni astronomiche di Galileo e dalle incisioni di Maria Clara Eimmart, fino ai dipinti di Johann Carl Loth, Antonio Canova e Giuseppe Antonio Petrini, proseguendo con visioni romantiche e simboliste dell’Ottocento e con la sperimentazione onirica del Novecento, tra cui le opere di Odilon Redon, Marc Chagall e Jackson Pollock. Anche le visioni cosmiche contemporanee di Thomas Ruff e Vija Celmins trovano spazio, mostrando come la notte continui ancora oggi a ispirare curiosità e immaginazione.