Acchiappamostre di Anna Cavallera

La mostra della settimana

Sabato 28 febbraio alle ore 17 presso il Palazzo Mathis di Bra (CN), e successivamente alle ore 18.30 negli spazi de Il Fondaco (via Cuneo n°18) sempre a Bra sarà inaugurata la doppia mostra «Esercizi di astrazione nella continuità, sul divenire del tempo», dedicata all’opera dell’artista Enzo Bersezio, (Lesegno, 1943). L’evento rappresenta il 12° appuntamento della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” e propone uno sguardo approfondito sulla produzione del noto artista - già docente di Discipline Plastiche al Liceo Artistico di Torino - concentrandosi in particolare sugli anni Novanta con aperture significative verso i Duemila. 
Bersezio, pur mantenendo ferme ed evidenti le sue radici calate nella scena post concettuale dei primi anni ’70, ha condotto in maniera del tutto naturale la sua ricerca sui sentieri percorsi dalle più giovani generazioni, esponendo frequentemente con loro. Il suo lavoro, apprezzato dalla critica e dal pubblico, lo ha portato ad essere presente alla 54° Biennale di Venezia, nel Padiglione Italia.
Lungo il doppio percorso espositivo si potranno incontrare sculture realizzate in legno e corde nautiche, disegni e i celebri bassorilievi della serie “Paesaggi nord-occidentali”. Un elemento cardine della mostra è rappresentato dai lavori su carta e dai collage stratificati; tra questi spicca un’opera del 2017 dove frammenti di giornale e numeri primi espressi in grafie aramaiche, romane e arabe si fondono in una narrazione autobiografica.
Il tema del viaggio emerge come costante poetica: i “Minareti” degli anni Ottanta, ispirati al Marocco, dialogano con i Moai dell’Isola di Pasqua, realizzati in tessuto e cuciti a mano in composizioni rituali. Fulcro della mostra è l’opera-seme del 1984, che richiama le “Torri del Silenzio” dei Parsi, elevando la scultura a luogo di transito e memoria. Fino al 4 aprile.

Altre mostre
Sabato 7 marzo alle ore 17.30, nella Chiesa di San Gregorio di Cherasco, sarà inaugurata la mostra dell’artista torinese Cecilia Miccoli «Terra Acqua Aria Fuoco - sculture materiche 2017-2025».
Cecilia Miccoli si forma e opera in ambito giuridico-economico, nel 2015 scopre nella scultura ceramica una forma espressiva a lei affine, ed avvia così un percorso costruito attraverso studio autonomo, sperimentazione e workshop con ceramisti affermati, fino a definire una pratica propria fondata sulla natura stessa della materia. La sua attenzione si concentra sulle qualità fisiche della terra, peso, plasticità, texture, utilizzate come strumenti espressivi ma anche come linea guida per la modellazione.
«Ogni opera ha risposto con una voce propria, ma tutte, in fondo, hanno raccontato di aver avuto la stessa origine: sono nate da un’esigenza creativa ancora indefinita, non progettuale, che le mani hanno modellato istintivamente nella terra. – dice la scultrice Cecilia Miccoli – Lavorare la terra mi ha insegnato questo: la forma non appartiene mai del tutto a chi la crea. La terra si lascia modellare, ma pone resistenze ha inclinazioni proprie, che vanno percepite, ascoltate e assecondate».
Fino a domenica 3 maggio: sabato, domenica e festivi 10/12.30 - 14.30/19.

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Da sabato 7 a sabato 28 marzo la Saletta d’arte Celeghini di via Valobra 141, a Carmagnola, presenta la mostra «Materia e colore» dell’artista Gino Gaude: «Un binomio semplice materia e colore che a prima vista si esaurisce in un rapporto causa effetto primordiale: dal colore che si rapprende alla solidità della materia; ma basta osservare senza preconcetti alcune opere di Gino Gaude, spogliandosi mentalmente delle infrastrutture di pensiero omologato che pervade la nostra mente di uomini del ventunesimo secolo, per cogliere una profondità esoterica nel tratto deciso, a volte rabbioso, dell’artista – scrive Silvano Berna, continuando – È la sua prorompente ed istintiva ansia di libertà a sprigionarsi con veemenza attraverso l’uso vigoroso del pennello, della spatola e della gestualità per creare atmosfere rarefatte, quasi a voler gridare il disorientamento nei confronti di una realtà pulsante, vissuta al tempo stesso come vittima e come artefice».
Orari: dalle 9 alle 12,30 e dalle 15 alle 19,30. Info: 0114113724.