Cronaca: Versava soldi senza riuscire a opporsi: in aula l’accusa di circonvenzione

Nella trappola del denaro

Troppi soldi dall’amico, è accusato di circonvenzione. È un fiume di denaro che avrebbe continuato a scorrere per quasi dieci anni, nonostante una denuncia, ai Carabinieri di Murello, fosse arrivata già nel 2014. «Non avendolo più sentito, pensavo che la questione si fosse risolta» racconta il luogotenente Marcello Patti, all’epoca comandante di stazione. Non era così. Lo stesso uomo infatti si sarebbe ripresentato in caserma anni più tardi.

La causa era sempre la stessa: l’incapacità di dire no alle richieste di denaro, sempre più pressanti, ricevute da un amico. Quest’ultimo, un cinquantenne torinese, è oggi a processo per circonvenzione d’incapace. 
La psichiatra che ha effettuato la perizia sulla persona offesa conferma che «è affetto da una patologia psichiatrica grave con ricadute sia in senso depressivo sia euforico-maniacali». 

«Ha fatto presente che iniziava a essere in difficoltà nel dare questi soldi, continuando però a farlo» spiega la dottoressa, convinta che «il fatto che fosse in difficoltà nel dire no poteva essere percepito anche da una persona che non avesse conoscenze in ambito psicologico».

Già nel 2013 in capo all’uomo, dipendente pubblico con una posizione ben retribuita, risultava una cessione del quinto dello stipendio. «Inizialmente sono rimasto stupito, perché mi aveva detto che non aveva neanche i soldi per il pane – ricorda il luogotenente Patti –. Mi ha raccontato che continuava ad aiutare questa persona nonostante quello che era successo».
 
La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 12 marzo. 
 
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