Acchiappamostre di Anna Cavallera

La mostra della settimana

Mentre la geopolitica ci restituisce l’immagine di un Iran devastato dalla guerra, l’arte tenta l’impresa di forzare i confini di un vuoto comunicativo che pareva insormontabile. La mostra “Voci Velate - Visioni contemporanee dall’Iran”, ospitata dal Museo Mallé di Dronero, in via Valmala 9, dal 15 marzo al 10 maggio 2026, si pone come un’operazione critica necessaria per scardinare la dicotomia tra il fondamentalismo sbandierato dai media e la realtà pulsante di una nazione in bilico.
Curata da Alireza Naseri e Ivana Mulatero, l’esposizione raccoglie ottanta scatti firmati da sessanta fotografi iraniani, non solo una mera rassegna estetica, ma un atto politico e antropologico nato grazie alla collaborazione con il Freelance Iran Photographers Group di Teheran. Il percorso espositivo attraversa la complessità di un territorio vasto quanto l’Europa centrale, svelando un’identità stratificata: dai labirinti dei bazar ai riti del Nowruz, fino alle architetture specchiate della Casa Tabatabaei. Se da un lato il bianco e nero di volti curdi e laboratori artigiani ci riporta a una dimensione ancestrale, dall’altro le visioni di Persepolis e del Monte Damavand (Ghazaleh Saidi) dialogano con l’eredità letteraria di Eschilo e le esplorazioni di Freya Stark.
La rassegna, inserita nella rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del Sacro”, sarà inaugurata domenica 15 marzo con la presentazione del volume Blu di Persia di Danilo Di Gangi. “Voci Velate” non nasconde le ferite di un Paese sull’abisso, ma sceglie di dar voce a quella rete “intangibile” di legami che resiste ai regimi e alle geografie, trasformando il museo in un presidio di resistenza culturale. Una tappa importante per chiunque voglia osservare ciò che accade dietro il velo del pregiudizio. 
Orari: sabato e domenica dalle ore 15 alle ore 19.

Altre mostre
Nel Chiostro di San Francesco a Cuneo fino al 22 marzo è visitabile la mostra “Pioniere. Le donne che hanno fatto l’Europa”, un’esposizione che non costituisce solo una semplice celebrazione didascalica, ma un’analisi critica del contributo femminile – troppo spesso derubricato a nota a piè di pagina – nella costruzione dell’identità comunitaria.
Il percorso mette a nudo la trasversalità di undici figure: sindacaliste, avvocate e intellettuali che hanno trasformato le macerie del Novecento in uno spazio di diritti. Dalla Resistenza al pacifismo, fino all’intuizione del progetto Erasmus, la narrazione si snoda tra le conquiste civili e le resistenze istituzionali che queste donne hanno dovuto scardinare. La mostra, prodotta dal Centro per la Cooperazione Internazionale e sostenuta da una rete che include ANPI ed Europe Direct, solleva un interrogativo quanto mai attuale: quanto dell’architettura democratica odierna resisterebbe senza quel pionierismo spesso invisibile?
In un momento di fragilità per l’Unione Europea, riscoprire queste radici non è un esercizio di retorica, ma una necessità politica per comprendere le sfide del presente. Un’occasione necessaria per riflettere su un’Europa che, per dirsi compiuta, deve ancora fare i conti con la propria metà mancante. 
Orari: da martedì a venerdì dalle 15.30 alle 19.30, il sabato dalle 10 alle 19.30. Ingresso libero e gratuito. Visite guidate per scuole secondarie di primo e secondo grado, contattando: 0171.444352 - 320.4364635 oppure scrivendo a europedirect@comune.cuneo.it.

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Sabato 14 marzo alle ore 10.30 a Palazzo Salmatoris a Cherasco si accendono i riflettori su Caty Torta (1920-2014) con la mostra L’equilibrio dello spazio. Oltre 50 opere restituiscono il profilo di un’artista che ha saputo sottrarsi alle etichette, muovendosi con audacia tra il rigore di Casorati e le suggestioni parigine dell’Académie de la Grande Chaumière.
L’esposizione documenta un’evoluzione inquieta: dal figurativismo plastico degli esordi alla modernità meccanica di “Petroliera in fiamme”, fino all’astrazione scientifica dell’atomo. Torta, pilota alla Mille Miglia e spirito libero, trasla sulla tela la stessa velocità e indipendenza che ne hanno segnato la vita. Un recupero critico necessario che conferma l’impegno di Cherasco nel dare voce a un protagonismo femminile troppo spesso rimasto in ombra. 
Info: tel. 0172 427050.