Dronero: L'eredità della Liberazione e il voto del 26 maggio

Italia libera ed Europa comune in dono

Giovedì 25 aprile la città di Dronero, medaglia d’oro al Merito civile, ha commemorato il 74° anniversario dalla lotta di Liberazione. Dopo la deposizione delle corone di alloro e la messa celebrata dall’arciprete don Graziano Einaudi in memoria di tutti i Caduti della guerra di Liberazione, al cinema teatro Iris ha preso la parola il prof. Sergio Soave, presidente dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Cuneo. L’orazione ufficiale (preceduta dai saluti del sindaco Livio Acchiardi e del presidente Anpi Dronero e valle Maira Alessandro Mandrile) é stata accompagnata da letture e canti partigiani a cura degli alunni delle scuole. «Ogni anno che passa vede sempre meno protagonisti di quegli anni che, contribuirono a rendere l’Italia bella, libera e democratica. I nostri padri hanno combattuto per una patria migliore – ha detto Mandrile – anche con l’aiuto di giovani di altri paesi, lingua, razza e religione, molti di loro si sono sacrificati per noi, abbiamo ricevuto in dono un Italia libera ed una Europa comune che, lacerata da tanto dolore ha saputo risorgere. – ed ha aggiunto un riferimento all’attualità - Con il voto che a breve saremo chiamati ad esprimere saremo dinnanzi ad una scelta: se proseguire sulla strada tracciata dai nostri padri, cercando di unire popoli ed esperienze diverse, oppure se rinchiuderci in noi stessi e coltivare il nostro orticello. Ricordiamo se, 75 anni fa altri popoli non ci fossero venuti in aiuto, ma si fossero rinchiusi nei loro confini, e molti giovani di altre nazioni non avessero combattuto trovando la morte, chissà oggi quali sarebbero le nostre condizioni di vita».
Servizio completo sul Corriere in edicola giovedì 2 maggio.