La richiesta dei sindacati che giovedì 31 ottobre incontrano l’azienda a Torino

Mahle: “Ritirate la chiusura”

Saluzzo

Un unico obiettivo: far cambiare idea alla multinazionale Mahle e scongiurare la chiusura dei due stabilimenti di Saluzzo (209 dipendenti in via Grangia Vecchia) e La Loggia (243 dipendenti). è la priorità indicata dai sindacati e condivisa con gli operai nelle assemblee in fabbrica e venerdì mattina 25 ottobre con i sindaci riuniti da Calderoni in municipio a Saluzzo. Un incontro dal quale sono emersi lo sgomento e la disperazione di chi a fine anno rischia di ritrovarsi senza lavoro e senza stipendio. 
Giovedì 24 ottobre è arrivata la lettera che ufficializza l’avvio della procedura di chiusura dello stabilimento, decisione annunciata il giorno prima dai vertici della multinazionale nell’incontro presso Confindustria a Torino. Giovedì 31 ottobre, alle 10,30, è convocato il prossimo incontro a Torino e sono annunciate altre 8 ore di sciopero: «Siamo disponibili al confronto ed alla discussione, – ha detto Pierandrea Cavallero, sindacalista Fiom Cgil – ma la condizione è che sia ritirata immediatamente la procedura di chiusura degli stabilimenti. Gli operai hanno diritto ad un posto di lavoro non ad un’indennità che lo sostituisca». 
Per rivendicare questo diritto e cercare una soluzione alternativa alla chiusura, Cavallero non ha escluso l’occupazione degli stabilimenti ed ha annunciato che una delegazione dei dipendenti Mahle volerà a Stoccarda il 18 novembre.
susanna agnese

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