In salute di Cristina Bosco

Dottore, cosa non devo mangiare con l’anticoagulante?

Molte persone sono costrette ad assumere farmaci anticoagulanti, cioè in grado di ridurre la capacità del sangue di formare trombi. 
Durante la coagulazione interviene la vitamina K, necessaria per la sintesi di alcune proteine coinvolte nella formazione del trombo. Gli anticoagulanti in grado di contrastare l’azione di questa vitamina, sono il warfarin (Coumadin) e l’acenocumarolo (Sintrom). 
L’effetto di questi farmaci viene stimato con l’INR. Più alto è questo valore, maggiore è la “fluidità” del sangue e maggiore è il rischio di emorragie. 
Ogni volta che si riscontri una variazione dell’INR devono essere valutate la posologia del farmaco e le abitudini alimentari. In realtà non esistono alimenti controindicati, ma è necessario mantenere una dieta con la quale gli alimenti ricchi di Vitamina K vengano assunti in quantità regolare. 
Tra gli alimenti a contenuto medio di Vitamina K, da assumere con attenzione ci sono: porri, sedano, peperoncino, asparagi, kiwi, avocado, frutta secca, olio extravergine di oliva, fegato di bovino e maiale, tuorlo d’uovo. 
Tra gli alimenti ad alto contenuto di Vitamina K sono: cicoria, lattuga, spinaci freschi, broccoli, cavolo, cime di rapa, cavoletti di Bruxelles, rucola, verza, prezzemolo, basilico, salvia, origano, erba cipollina, tè verde e nero. 
È bene quindi porre attenzione a ciò che viene ingerito quando si assume un farmaco di questo tipo, senza però diventare fonte esagerata di ansia. 
Ad oggi sono disponibili farmaci anticoagulanti con un meccanismo d’azione completamente diverso, con interazioni minori o nulle con gli alimenti e per i quali non è necessario controllarne l’attività e adeguarne il dosaggio. 
Questi farmaci, detti anticoagulanti diretti (Dabigatran, Rivaroxaban, Apixaban, Edoxaban), dovrebbero essere la prima scelta in tutti i pazienti, quando possibile, ma sempre sotto stretto controllo da parte del medico.