Villar San Costanzo : Da marzo, il 28enne è nello staff che cura il Parco della Reggia

La storia di Federico, giardiniere a Versailles

È un percorso sorprendente quello compiuto da Federico Arneodo (al centro nella foto), 28 anni, originario di Villar San Costanzo, che oggi lavora come giardiniere ai Giardini di Versailles, uno dei parchi più famosi e curati al mondo. Fin da bambino Federico ha respirato la passione per la terra: cresciuto tra gli orti di famiglia e i consigli delle nonne, ha imparato presto a riconoscere il valore delle piante e della cura quotidiana della natura.

Dopo gli studi all’istituto alberghiero di Dronero, una riflessione sul futuro lo ha portato a cambiare strada, scegliendo di seguire il cuore verde che da sempre lo guidava. Così è iniziato un nuovo percorso formativo alla Scuola Agraria del Parco di Monza, dove ha approfondito le tecniche di giardinaggio e gestione del verde. In seguito ha frequentato un corso per giardinieri d’arte, giardini e parchi storici alla Reggia di Venaria Reale, esperienza che, come racconta lui stesso, “mi ha aperto un mondo di cui non conoscevo l’immensità”.

Dopo Venaria, Federico ha svolto un tirocinio di sei mesi al Parco Reale di Racconigi, contribuendo al recupero del ‘Giardino dei Principini’ dell’area delle Margarie, una parte storica del complesso. Terminata l’esperienza, ha lavorato per tre anni al Garden Roagna di Cuneo, continuando a perfezionarsi nella conoscenza delle piante e nella cura di parchi e giardini. Ma la curiosità e il desiderio di confrontarsi con realtà internazionali non si sono mai spenti: «Mi sarebbe piaciuto fare un’esperienza all’estero – racconta – e grazie ai contatti della Venaria ho potuto candidarmi come giardiniere a Versailles».

Il suo sogno si è concretizzato dopo la pausa forzata della pandemia: all’inizio di quest’anno, Federico ha sostenuto un colloquio in Francia e a marzo ha iniziato la sua avventura nei giardini di Versailles, dove resterà fino a novembre. Un’esperienza che unisce passione, professionalità e orgoglio per le proprie radici. 
«A Versailles tutto è curato nei minimi dettagli: – spiega – è un luogo dove ogni pianta, ogni siepe, ogni aiuola ha una storia. È incredibile poter imparare da un ambiente così ricco di tradizione e precisione, ma comunque dinamico e con lo sguardo rivolto al futuro».

L'intervista completa è in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 27 novembre.