Saluzzo: Due alberi secolari monumentali entrano nelle mappe nazionali

I giganti verdi di Saluzzo

In città esistono due alberi che, più di altri, raccontano la storia silenziosa del paesaggio collinare: un rovere e un cipresso che hanno attraversato due secoli di vita e che oggi figurano tra gli esemplari monumentali riconosciuti ufficialmente dall’Ipla, l’istituto regionale che cataloga e tutela le piante di maggior pregio.

Entrambi si trovano nel parco di Villa Belvedere Radicati, sebbene il cipresso ricada in una porzione di giardino appartenente a un proprietario diverso ma comunque accessibile. Il rovere, collocato lungo il viale d’ingresso vicino al pozzo, domina l’area con i suoi 36 metri di altezza e una circonferenza del tronco che supera i quattro metri e mezzo. La chioma, larga circa ventisei metri, ne fa una presenza scenografica che difficilmente passa inosservata.

Il cipresso, invece, si erge poco distante dal confine con San Bernardino, vicino al cosiddetto “cancello dell’eco”: misura ventuno metri e presenta un tronco di tre metri e mezzo di circonferenza.
Per entrambi gli esemplari, i tecnici non hanno ritenuto necessari interventi straordinari, limitandosi a raccomandare controlli periodici e la rimozione delle parti secche. 

Il riconoscimento arriva in un momento in cui il tema del verde urbano è al centro del dibattito cittadino. Mentre questi due giganti vegetali vengono finalmente inseriti nelle mappe nazionali degli alberi monumentali, la città sta vivendo una fase di trasformazione profonda dei propri ingressi. Via Savigliano, ad esempio, è diventata il simbolo di un intervento che ha fatto discutere: alcuni alberi in buone condizioni sono stati rimossi per lasciare spazio a una nuova alberata di ventidue Ginkgo biloba, una specie scelta per la sua resistenza e per la capacità di adattarsi al contesto urbano contemporaneo. 

La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 30 aprile. 

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