Saluzzo: Parola alla conferenza dei servizi del 19 maggio

Biodigestore, si decide!

Sul biodigestore di Ruata Eandi il conto alla rovescia è finito: con la Conferenza dei Servizi convocata per il 19 maggio, il progetto arriva al suo passaggio più delicato e probabilmente conclusivo. Dopo mesi di rinvii, modifiche tecniche, tensioni politiche e un territorio che ha seguito ogni sviluppo con crescente attenzione, è l’ora della verità.  

Il percorso dell’impianto, avviato anni fa, ha cambiato più volte direzione. La società proponente ha rivisto in profondità la configurazione iniziale, intervenendo su cupole, stoccaggi e sistemi di trattamento per evitare la riapertura completa dell’iter autorizzativo. Una scelta maturata in un quadro normativo mutato, soprattutto dopo l’entrata in vigore del nuovo Testo Unico sulle Fonti di Energia Rinnovabile, che ha imposto criteri più stringenti anche ai progetti già in corso.  
La modifica più significativa riguarda l’introduzione dei gasometri flottanti al posto dei teli a doppia membrana, soluzione che consente di ridurre il biogas stoccato e restare sotto la soglia delle 10 tonnellate che farebbe scattare l’assoggettamento alla normativa Seveso. 

Il ridisegno coinvolge digestori primari e secondari, vasche di stoccaggio e sistemi di trattamento, con l’obiettivo di mantenere valido il percorso già avviato.  
Parallelamente sono state accolte diverse richieste degli enti: un quarto stadio di membrane sull’off‑gas per abbattere quasi del tutto le emissioni residue di metano, un sistema di trattamento delle acque di seconda pioggia e modifiche allo strippaggio. Interventi che puntano a rispondere alle criticità ambientali e di sicurezza sollevate negli ultimi mesi.  

Resta ora da capire se questo pacchetto di modifiche sarà ritenuto sufficiente. La Conferenza dei Servizi dovrà stabilire se l’autorizzazione originaria può restare valida o se servirà ripartire da zero.
Il 19 maggio, dunque, non sarà una tappa come le altre: da quella riunione dipenderà il futuro del biodigestore e la possibilità che l’impianto, nella sua versione rivista, possa davvero vedere la luce.

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