Saluzzo: Dopo la tragedia della collega morta nel Milanese, le operatrici della Residenza saluzzese rompono il silenzio

Oss del Tapparelli pronte allo sciopero notturno

Le operatrici socio sanitarie della residenza Tapparelli di Saluzzo sono pronte allo sciopero notturno se non verrà accolta la richiesta di conciliazione obbligatoria che le stesse hanno inviato alla Cooperativa Nuova Assistenza (datrice di lavoro), e alla Prefettura.

Il recente decesso di un’operatrice socio-sanitaria di 33 anni, stroncata da un malore durante il turno di notte in una struttura del Milanese mentre assisteva da sola 33 pazienti, ha riacceso i riflettori sulle condizioni di lavoro all'interno delle Residenze Sanitarie Assistenziali e spinto le colleghe del Tapparelli di Saluzzo a rompere il silenzio. 

Le lavoratrici del turno notturno, impiegate dalla Cooperativa Nuova Assistenza, hanno formalizzato la richiesta di conciliazione obbligatoria davanti alla Prefettura con l’obiettivo di costringere l'azienda a un tavolo di confronto per evitare lo sciopero dei turni notturni.

Il grido d'allarme lanciato dalle operatrici attraverso una nota ufficiale fotografa una realtà fatta di turni logoranti: "Entriamo al lavoro quando è buio, ne usciamo devastate dalla stanchezza quando è ancora buio, o albeggia appena. Terminiamo il lavoro senza più forze ed energia."
Al centro della protesta c'è il delicato nodo della sicurezza, sia per il personale sia per gli stessi anziani ospitati. Nel reparto "RSA1", denunciano le lavoratrici, una sola operatrice si trova a dover gestire ben 30 ospiti durante la notte. Una situazione speculare a quella costata la vita alla collega in Lombardia.
Oltre ai carichi di lavoro definiti "eccessivi e non più sostenibili", le Oss lamentano irregolarità nei pagamenti delle ore effettivamente lavorate; errori nella compilazione delle buste paga; mancanza di personale cronica e continui demansionamenti; mancato rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) in diverse sue parti.
La palla passa ora alla Prefettura e alla Cooperativa Nuova Assistenza. Le lavoratrici hanno tracciato una linea rossa: senza risposte concrete sul tavolo della conciliazione, è a rischio la copertura delle notti al Tapparelli.