Saluzzo: Sono una trentina le persone che dormono al Parco, censite da Caritas

Quei lavoratori senza casa

Con l’avvio della stagione estiva e l'inizio della campagna di raccolta dei piccoli frutti, si ripete il flusso di lavoratori stagionali che arrivano nel saluzzese con la speranza di un contratto, ma a volte si scontrano con la difficoltà a trovare una sistemazione alloggiativa.
A fotografare la situazione sono gli operatori e le operatrici della Caritas, impegnati allo sportello informativo di corso Piemonte e nei presidi notturni al Parco Gullino, dove sono già state registrate tra le 25 e le 30 persone che dormono all'aperto.

Chi dorme sulle panchine non è necessariamente un lavoratore "invisibile" o senza documenti. Come riferisce l’operatrice sociale della Caritas, Elena Pagnoni, si tratta per la maggior parte di persone che hanno già avviato un regolare rapporto di lavoro. «Al Parco dorme anche chi ha già un contratto – spiega Pagnoni –. Questo significa che è necessaria una maggiore responsabilizzazione dei datori di lavoro, i quali devono assicurarsi che i lavoratori abbiano un’accoglienza nei luoghi deputati. Il datore di lavoro ha il dovere di attivarsi in un'ottica di accoglienza diffusa». Nonostante la massiccia distribuzione di materiale informativo rivolto proprio alle aziende e alle organizzazioni di categoria agricola, lo strumento dell'ospitalità viene ancora, a volte, ignorato: si stipulano i contratti, ma si sorvola sulla dimora del dipendente. Per la Caritas: «C'è ancora da lavorare sulla sensibilizzazione: tutti siamo ugualmente responsabili».

Dall’osservatorio della Caritas emergono due  nodi ancora da sciogliere: i Comuni fuori dal Protocollo e le aperture tardive delle accoglienze diffuse che rallentano la macchina dell’ospitalità. Alla rete di accoglienza diffusa aderiscono 11 Comuni su 41 del distretto, che lo scorso anno ha impiegato 10 mila stagionali. Realtà come come Martiniana Po e Sanfront, che pur impiegando un gran numero di braccianti nella raccolta dei piccoli frutti, restano ancora fuori dal Protocollo e, di conseguenza, dalla rete di ospitalità diffusa.

La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 11 giugno. 

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