Via che vai di Anna Maria Faloppa

Piazza Cavour... Qui nacque il primo scalo ferroviario e l'ala metallica

Nella piccola Saluzzo tra 1600 e  1700,  la “contrada dei Macelli nuovi”   segna  il  limite settentrionale dell’abitato e si estende “dall’angolo della ca-sa dei signori eredi Di Monale dietro il Duomo fino alla via Torino” (attraverso l’attuale piazzetta Denina), costeggiando gli orti suburbani attraversati dal canale Radicati. Richiamando  la tradizione plurisecolare documentata dal Tipo planimetrico del 1839, il Consiglio Comunale delibera il 4 giugno 1850 l’intitolazione  via dei  Macelli, che tuttavia resterà per pochi anni.
Il 6 febbraio 1854 e il 14 giugno 1855, recependo un movimento d’opinione cittadino attivo fin dal 1851, l’Amministrazione comunale  delibera e ribadisce l’istituzione di uno Scalo ferroviario, che si concretizza nell’affidamento della concessione per un tronco ferroviario fra Savigliano e Saluzzo alla Società della Strada Ferrata da Torino a Savigliano (febbraio 1855). Nel giro di un anno i lavori sono terminati e già il 1º gennaio 1857 si inaugura  il servizio regolare, assicurato da tre coppie di treni giornalieri per una percorrenza di circa venti minuti. 
L’arrivo della ferrovia comporta radicali interventi urbanistici ed edilizi: quale biglietto da visita degno di una città capoluogo di provincia, lo spazio tra i Macelli e lo Scalo appena costruito è trasformato in un’ampia piazza, appunto la piazza dello Scalo (1857), delimitata da eleganti edifici  porticati e messa scenograficamente in comunicazione  con il centro cittadino attraverso la nuova via allo Scalo (ora via Silvio Pellico), mentre si bandisce un concorso per la progettazione del Mattatoio civico lungo il Rio Torto (1855-59). 
Nel 1871 una fotografia pionieristica dell’ing.Ferrari attesta la targa toponomastica di piazza Cavour  (Camillo Benso Conte di Cavour, Cellarengo e Isolabella, Torino 10.8.1810 - 6.6. 1861), dove nel 1879 sono installate le tettoie laterali dell’ala metallica, completata nel 1888 e realizzata delle Officine di Savigliano. 
Già la piazza ospita uffici pubblici quali l’Agenzia delle tasse e l’Ufficio centrale del dazi, ma anche caffè e trattorie di un certo livello, come La Concordia, che propone il servizio alla carta ed a prezzo fisso, la pensione mensile per civili e militari, lo stallaggio per i cavalli e il nolo di vetture gestito da Granero Giuseppe detto Bighetta.
Solo nel 1894 si vede finito il marciapiede all’intorno, mentre la Stazione ferroviaria trasloca inseguendo l’allontanarsi della periferia. 
Con il nuovo secolo,  piazza Cavour è ormai il fulcro della città moderna e così alle ore 18 di domenica 1° settembre 1901 accoglie un ulteriore simbolo del progresso: è l’inaugurazione della condotta dell’acqua potabile, fatta zampillare al centro della piazza in mezzo a un cerchio di fuochi artificiali a pianta, alla presenza benedicente  del Vescovo Mattia Vicario.