Saluzzo : Dalla collezione privata di Roberto Rubiola

Cento volte Maddalena

Volge a conclusione la 44ª Mostra Nazionale dell’Antiquariato, impreziosita  dalla rassegna “Le 100 Maddalene”. Accompagnata da un semplice catalogo-inventario-elencazione delle opere, la collezione appartiene ad un ricco corpus di opere del ‘600, conservate in una villa di Villarbasse che Roberto Rubiola, ex ufficiale dell’aeronautica e poi direttore di un’importante ditta tedesca, ha cercato, selezionato e raccolto con la passione dell’amante del bello e della storia dell’arte che talora si trasforma in collezionismo. 
La scelta del soggetto è singolare e controverso: l’iconografia della Maddalena è stata oggetto di studi  e di un numero vastissimo di opere scultoree e pittoriche. 
Ritratta perlopiù in una grotta, con il seno coperto dai lunghi capelli, vicina ad un teschio simbolo del “memento mori” e delle vanitas, viene presentata nel Vangelo di Luca come una delle donne che seguono Gesù, presente alla Crocifissione e alla sepoltura, Maria Maddalena forse fu la prima a vedere il Cristo risorto. 
La tradizione iconografica occidentale ha riunito nella figura di Maria Maddalena tre personaggi distinti: Maria Maddalena, sorella di Marta e di Lazzaro di Betania, quindi la peccatrice pentita che lavò i piedi a Gesù in casa di Simone il fariseo ed ancora Maria di Magdala, la donna liberata dai sette spiriti, l’apostola fra gli apostoli. 
In alcune rappresentazioni pittoriche tra gli oggetti che accompagnano la donna, oltre al vaso degli unguenti, compaiono il libro, simbolo della conoscenza, lo specchio e il teschio. 
Ma molto più spesso, l’iconografia della Maddalena presenta la donna come la penitente dai lunghi capelli, ritratta in preghiera; storicamente è stata identificata Maria di Magdala con la “peccatrice” anonima, la prostituta che si getta ai piedi di Cristo, glieli lava con le sue lacrime, glieli asciuga con i suoi capelli e poi li cosparge di unguento profumato. 
Nella mostra, fra le cento accattivanti immagini dolenti di Maria Maddalena esposte in Castiglia, spiccano le numerose attribuzioni a scuole fiamminghe, ad aree venete ed emiliane del XVIII secolo, accanto ad alcune tavole di sicuro interesse. 

Nella foto, Roberto Rubiola, curatore dell'esposizione “Le 100 Maddalene”

Il servizio completo sulla collezione e le interviste ai protagonisti della mostra d'Antiquariato, sul Corriere di Saluzzo di giovedì 10 giugno 2021