È un’iniziativa inedita quella di “Cogli la prima mela” 2025, proposta dalla Coldiretti di Cuneo in collaborazione con l’azienda agricola Rolando Mauro di Saluzzo, uno dei cuori pulsanti della produzione e della raccolta delle mele nel saluzzese e non solo.
Nella giornata di giovedì 31 luglio è stato presentato il primo report Coldiretti di annata in occasione dell’avvio della raccolta delle mele in Piemonte, proponendo un’analisi approfondita del comparto tra sfide e prospettive future. I partecipanti sono stati accolti direttamente all’interno dell’azienda agricola saluzzese, nei campi di mele dove avviene la raccolta, per poter vivere da vicino questa realtà e l’abilità di gestione degli impianti, oltre a dare simbolicamente il via alla raccolta del frutto.
La mela ha saputo conquistarsi negli ultimi anni un ruolo da protagonista nell’ambito della frutticultura e dell’economia agricola provinciale e regionale. Oggi il Piemonte è la seconda regione produttrice di mele in Italia – preceduta solo dal Trentino – con 2.800 aziende produttrici per una superficie di oltre 6.800 ettari, in particolare nella Granda si concentra l’86% della produzione regionale. «La mela – spiega Franco Ramello, vicedirettore di Coldiretti Cuneo – rappresenta il 70% degli 8 milioni di quintali di frutta che si producono in questo reale". Ramello spiega che l’obiettivo di Coldiretti Cuneo è marchiare la raccolta delle mele con tre tipi di sostenibilità: economica, sociale e ambientale. Per quanto riguarda quest’ultima, la quasi totalità delle aziende agricole piemontesi partecipa a piani agroambientali finanziati dalla Regione Piemonte, riducendo fortemente l’impatto ambientale nella produzione. Inoltre questo settore è stato il primo a utilizzare impianti di microirrigazione con forte attenzione al risparmio idrico.
Più critico è invece l’ambito della sostenibilità economica: «è necessario avere una giusta remunerazione del prodotto» – continua Ramello – mentre molte aziende lamentano una bassa remunerazione, a volte anche al di sotto dei costi di produzione. Al momento stiamo lavorando con Ismea perché certifichi dei costi di produzione ufficiali della mela del Piemonte, per poter poi attuare anche la legge sulle pratiche sleali». Il discorso viene ripreso anche da Ivo Migliore, Vicepresidente Coldiretti Cuneo con delega alla frutticoltura che denuncia un contesto di crescente incertezza nell’ambito della remunerazione e ritardi esagerati nelle liquidazioni. Il ricambio generazionale – aggiunge Migliore – rischia di essere fortemente compromesso con sempre meno giovani disposti a investire nel settore, scoraggiati da margini insufficienti.
Un’attenzione speciale va alla sostenibilità sociale che negli ultimi anni ha visto le imprese cuneesi sempre più impegnate nell’accoglienza della manodopera, in questo distretto in particolare le imprese accolgono direttamente i lavoratori in cascina con una grande attenzione umana nei confronti dei lavoratori. A questo concetto si aggancia anche il sindaco di Saluzzo Franco Demaria, ricordando le parole del Commissario straordinario del Governo Maurizio Falco che aveva elogiato il “Modello Saluzzo” nell’accoglienza dei migranti stagionali. Demaria sottolinea anche le problematiche del settore agroalimentare locale quali la concorrenza sleale, non solo in Italia ma in Europa e nel resto del mondo, e l’incognita dei prezzi. Anche l’Assessore regionale Paolo Bongioanni ha elogiato la città di Saluzzo ringraziando il sindaco Demaria e l'amministrazione saluzzese per la sua attenzione e collaborazione con la regione nella gestione degli arrivi e dell'accoglienza. Bongioanni ha ricordato i numeri dell’agricoltura, sottolineando come il Piemonte sia la più importante filiera agroalimentare, in quanto rappresenta da sola il 25% dei prodotti Doc, Dop, Igp e Docg d’Italia.
I dati più tecnici sulla crescita esponenziale della coltivazione della mela in Piemonte vengono forniti da Francesco Goffredo, Cesare Gallesio e Lorenzo Martinengo, rispettivamente Direttore, referente frutticolo e referente dei tecnici di Coldiretti Cuneo. La nostra regione ha visto tra il 2014 e il 2021 un considerevole incremento del 41% delle superfici dedicate alla coltivazione a melo, con un ritorno del frutto al centro delle strategie aziendali e una sua progressiva affermazione sui mercati nazionali e internazionali. Con la raccolta della varietà Early Crunch, prende il via tra fine luglio e inizio agosto la raccolta 2025 delle mele piemontesi, con una previsione di raccolta di circa 230 mila tonnellate di prodotto. Si tratta di un calo tra il 15 e il 20% rispetto alla stagione precedente, dovuto sia alla cosiddetta “alternanza di produzione” – un fenomeno naturale che vede alternarsi annate con elevata produzione ad annate con minore produzione – sia alle abbondanti piogge primaverili che hanno interessato il periodo di fioritura. Dall’anno scorso, ogni anno l’Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Frutta propone dei consumer test tra consumatori di età diverse: sia nel 2024 che nel 2025 è emerso come i consumatori over 50 siano più legati al gusto delle mele classiche, come la Golden Delicious a buccia gialla, mentre i più giovani mostrano di gradire prevalentemente le nuove varietà per il gusto e la croccantezza.
Conclude la mattinata l’intervento di Mauro Rolando, proprietario dell’azienda agricola con un momento simbolico, la raccolta della prima mela celebrando ancora un volta il frutto estivo piemontese per eccellenza e dando ufficialmente il via alla raccolta delle mele 2025.
In foto l'assessore regionale Paolo Bongioanni