Bocce: Sabato 13 settembre, a Borgaro, le elezioni

Una poltrona per tre per guidare Federbocce

Dopo l’elezione di Marco Giunio De Sanctis alla guida del Comitato Paralmpico Italiano (Cip), avvenuta a Roma il 26 giugno, le bocce tornano alle urne. L’appuntamento sarà sabato 13 settembre, a Borgaro Torinese, quando i delegati saranno chiamati a votare per il nuovo presidente e per il rinnovo del Consiglio Federale.

La sfida per la presidenza si annuncia carica di significato, ma anche di tensioni. L’unico verdetto che conta, però, arriverà dalle urne. E stavolta ci sono tre persone, che si sono messe in fila per raccogliere l’eredità di Marco Giunio De Sanctis: Roberto Favre, Giancarlo Gosti e Corrado Tecchi. Una campagna elettorale dove non sono mancate polemiche, con un ricorso promosso da Tecchi nei confronti di Favre, rigettato  dagli organi di giustizia competenti della Federazione.

De Sanctis, lascia, dopo due mandati  e mezzo, una federazione che alcuni addetti ai lavori la reputano malata, per altri, invece, in ottima salute. A settembre 2024, De Sanctis, unico candidato alla presidenza, veniva confermato al vertice della Federazione, raccogliendo il 64,98% della preferenze, espresse dai delegati aventi diritto al voto. Un suffragio che non aveva accontentato De Sanctis, in quanto lui stesso pensava di avere una squadra più compatta. La delusione del dirigente romano era indirizzata alle 89 schede bianche ricevute. Un campanello d’allarme ma, allo stesso tempo, un‘opportunità di tentare la scalata la guida del Comitato Paralimpico, in successione di Luca Pancalli.

De Sanctis, nel corso della sua presidenza, in più occasioni aveva dichiarato il suo grande amore e passione per le bocce, constatando, secondo il suo parere, di aver trovato, al suo ingresso, una federazione immobile, con il merito di averla rilanciata in tutti i settori, a partire dalla tecnica, programmazione, organizzazione, immagine, comunicazione, sostenendo con forza il settore  paralimpico.
L'"immobilismo" delle governance precedenti aveva  permesso alla Federbocce di essere tra le prime dieci federazioni, come numero di tesserati. Nel corso della campagna elettorale i tre candidati si sono mossi via social, o incontrando i vari delegati, esponendo il loro programma, spiegando nel dettaglio le motivazioni delle loro candidature.

Voci di corridoio, e non solo, preannunciano, un duello serratissimo, fra Roberto Favre e Corrado Tecchi, con Gosti come terzo incomodo, pronto ad approfittare dell’occasione . Ai tre candidati alla presidenza, come a tutti coloro che si sono presentati per entrare a fare parte del consiglio federale, l'invito è quello di lavorare per far crescere le bocce, mettendo da parte gli slogan e la voglia di apparire. La Federbocce non deve essere identificata come uno spazio per avere maggiore visibilità, bensì come un luogo di crescita e confronto, anche con opinioni diverse, non dimenticando l’attività internazionale, per riconquistare il prestigio che la Federbocce merita. Perché, come dice qualcuno, la Federazione non è giocare una partita a bocce.

nella foto l'ex presidente ora alla guida del CIP Marco Giunio De Sanctis.  (foto sito fib)