Vangelo

Il vangelo della domenica

Dal vangelo secondo san Matteo 3,1-12

“In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano...   (...)

2ª TEMPO DI AVVENTO - (A)


I vangeli delle prime due domeniche di Avvento danno un sonoro scossone a quell’aria romantica che l’arrivo del Natale porta con sé, ai calendari con i cioccolatini, alla corsa ai regali. Ci risvegliano alla verità della vita e della storia.
Sono un segnale di avvertimento sulle vie che percorriamo ogni giorno.
Questa domenica l’avvertimento arriva da Giovanni, sulle rive del Giordano, nel deserto della Giudea. Figlio di un sacerdote, eppure lontano da Gerusalemme. Vestito come il profeta Elia, animato dallo stesso zelo, con parole di fuoco per quanti si presentano a lui per curiosità, senza nessun desiderio di cambiamento.
Inizia la sua missione con l’invito alla conversione, perché “il regno dei cieli è vicino”, il tempo dell’irruzione di Dio nella storia degli uomini è prossima. È urgente un cambio radicale di vita, la consapevolezza e la confessione dei peccati per poter ricevere un battesimo di penitenza.
Alla coscienza anestetizzata di chi pensa “ma che cosa c’è di male”, alla falsa sicurezza di chi si ritiene salvato perché è nato nella famiglia religiosa giusta, o perché ha fatto le sue pratiche di devozione, annuncia l’arrivo di uno più forte di lui, che sarà come una scure posta alla radice dell’albero, per stroncare ogni ingiustizia, uno che battezzerà con Spirito Santo e fuoco, che brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile. Che farà verità di ciò che è nel cuore degli uomini.
Giovanni parla anche a noi: di corsa, affannati, a volte vuoti.
Ci dice: conosci Colui che sta per venire?
Noi abbiamo un vantaggio su Giovanni all’inizio della predicazione. Noi conosciamo Colui che viene. Sappiamo la storia. 
Ma forse, lo abbiamo “rimpicciolito”, depotenziato. L’abbiamo trasformato in un uomo meraviglioso, miracoloso, un personaggio “da presepe”.
E quando la vita non va bene ci pare di “avere la prova” della sua debolezza e cerchiamo di “farla funzionare” anche senza di Lui. Anche noi forse ci aspettiamo qualcuno che, con le maniere forti, faccia piazza pulita dei cattivi, che raddrizzi le cose, senza chiederci di cambiare i nostri cuori.
Ma Gesù non è venuto nei modi in cui è stato atteso dai più.
Avvento è tempo di verità: Chi aspettiamo veramente?