Saluzzo: Libera: Al Magda Olivero, don Luigi Ciotti parla di educazione per, e alla, democrazia

Progettualità e presenza per costruire le "Città della Cura"

«La scuola non deve limitarsi a trasmettere conoscenze e sapere, ma deve insegnare anzitutto a pensare, ad essere “spine nel fianco”, cioè a porsi delle domande: la domanda è la madre del pensiero. Dobbiamo suscitare domande nei ragazzi, e saperli ascoltare: una società che non interroga e non si interroga, non può essere né libera, né democratica». 

“100 passi” verso il 21 marzo, quando Torino sarà presidio nazionale in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie: anche Saluzzo fa la sua parte.
Nel pomeriggio di venerdì 27 febbraio, un teatro Magda Olivero gremito di studenti, educatori e associazioni ha accolto don Luigi Ciotti, ospite per “Educare per non arrendersi”. 

La sezione saluzzese di Libera ha proposto un pomeriggio di confronto con don Ciotti che, nella mattinata, ha fatto visita alla Casa Circondariale Morandi di Saluzzo e, prima di incontrare il pubblico del Magda Olivero, ha fatto tappa al Quartiere: «Un luogo che si vive e si percepisce – ha commentato –: le città sono tessuti emotivi, i luoghi sociali sono spazi dove le nostre vite respirano, dove vivono proposte e progetti, ma anche spazi di protezione di fragilità e vulnerabilità. È fondamentale l’intreccio, quello profondo, tra persone, città e territorio». 

Sottofondo dell’incontro, che ha toccato anche i temi dell’educazione e delle dipendenze, è stata la necessità oggi più che mai impellente di costruire una rete territoriale di sostegno, ascolto e accompagnamento dei giovani, promotori di cambiamento ma anche prede di un vuoto (anche istituzionale ed educativo) che, con le sue voragini, inghiotte, creando degrado e senso di abbandono: «Le “Città della Rabbia”, oggi, stanno guadagnando terreno a scapito delle “Città della cura”».
 
La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 5 marzo.