Acchiappamostre di Anna Cavallera

La mostra della settimana

Prosegue, fino al 15 maggio, “Ritratti del XX secolo. Le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre” allestita nelle sale della Fondazione Bottari Lattes, a Monforte d’Alba, curata da Francesco Poli. In esposizione volti reali e immaginari, con oltre cinquanta opere tra quelle a firma di Mario Lattes e altre appartenenti alle sue collezioni, in dialogo con alcuni tra i più importanti maestri del ‘900. 
Nella sua vasta e articolata attività artistica, caratterizzata da raffinate suggestioni letterarie, così come da inquietanti visioni fantastiche e surreali, Mario Lattes ha sempre coltivato un grande interesse per la ritrattistica, rappresentata con incisiva attenzione all’identità individuale, con connotazioni che vanno da quelle più intimistiche, come nel caso di familiari, a quelle fortemente espressioniste e visionarie. Nella mostra, particolare attenzione viene dedicata anche ai suoi numerosi autoritratti, attraverso cui l’artista sembra scavare a fondo dentro la propria problematica dimensione psicologica esistenziale. Accanto a una scelta dei lavori di Lattes, viene proposta una selezione di ritratti provenienti della collezione della Fondazione Bottari Lattes.
L’ulteriore sezione espositiva è dedicata a una serie di ritratti e autoritratti di pittori e scultori con i quali Lattes ha avuto rapporti e si è confrontato nel contesto artistico della sua generazione. La selezione comprende opere di pittori e pittrici come Mario Reviglione, Felice Casorati, Jessie Boswell, Carlo Levi, Francesco Menzio, Daphne Maugham, Nella Marchesini, Italo Cremona, Luigi Spazzapan, Mario Calandri, Carol Rama; e scultori come Giacomo Manzù, Umberto Mastroianni, Sandro Cherchi e Mario Giansone.
Orari: dal lunedì al venerdì 9,30- 13 e 14,30-16,30; sabato, domenica e festivi 10-13 e 14-17. 

Altre mostre
“Profumo di primavera”, la nuova personale di Ada Perona, ospitata nell’affascinante cornice dell’ex chiesa del Salice a Fossano, trasforma lo spazio sacro in un giardino cromatico dove l’arte celebra la rinascita della natura. Un’occasione preziosa per riscoprire il talento di un’artista capace di fermare sulla tela la fragilità e la forza della vita che sboccia.
Lungo il percorso espositivo oltre sessanta opere, tra delicati acquerelli su carta e tela e vibranti olii, dialogano con raffinate decorazioni in ceramica, in un viaggio figurativo tra ritratti intensi e una flora rigogliosa. L’esposizione, inaugurata venerdì 17 aprile alla presenza delle autorità cittadine, suggella il legame dell’artista con il territorio, come testimoniato nel volume “Di cielo, di terra”, dove le illustrazioni della Perona incontrano la poesia di Egidio Belotti e Flavio Vacchetta.
Ingresso libero; orari: giovedì 23 e venerdì 24 aprile dalle 15 alle 19, nonché sabato 25 e domenica 26 aprile, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.

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Ultimi giorni per visitare, negli spazi della Fondazione Ferrero di Alba, l’importante mostra retrospettiva “Human Geography” di Olivia Arthur. 
La fotografa della Magnum e visual designer londinese ha inaugurato il 2026 con un progetto che è un manifesto di introspezione: definita “una sciamana contemporanea”, la Arthur usa l’obiettivo per mappare l’umanità oltre i confini. Tra Arabia Saudita, Ucraina e Regno Unito, i suoi scatti non cercano il sensazionalismo, ma la verità del contatto, creando un dialogo che arriva fino alle Langhe: l’esposizione include infatti lo storico progetto del 2013 dedicato agli “Anziani Ferrero”, prezioso archivio di memoria locale.
Dalle protesi tecnologiche che ridefiniscono il corpo ai volti della comunità LGBTQ+, ogni immagine invita il pubblico al rispecchiamento. Come sottolineato dall’antropologo Franco Achilli, figura di riferimento nel panorama del design e dell’arte visuale, la fotografia qui non è estetica, ma incontro interattivo, e grazie al supporto del Gruppo Fotografico Albese, il pubblico può immergersi in un suggestivo ponte emotivo capace di annullare ogni distanza. Curata da Denis Curti, la mostra si apre in un clima di profonda commozione, nel ricordo di Maria Franca Ferrero, anima storica dell’istituzione.