Saluzzo: Incontro dedicato al loro contributo alla lotta di Resistenza, Con Acli provinciale e Ac

La scelta dei cattolici

«La storia non si ripete, ma alcuni meccanismi sì: è da questi meccanismi, che stanno dietro ai fatti, e dalle testimonianze che possiamo imparare». 

Con questa riflessione Vittorio Rapetti, tra gli oratori dell’incontro “Il ruolo dei cattolici nella Liberazione” organizzato dall’Acli provinciale con Azione Cattolica e Comune di Saluzzo, commenta le prospettive odierne, dopo aver illustrato al pubblico l’arco storico della Chiesa cattolica nel Ventennio Fascista, fino alla Resistenza, una lotta che comincia ben prima dei Venti Mesi, e che serpeggia «fin dalla Marcia su Roma» ha spiegato il professore. Con gli interventi del giornalista Giampaolo Testa e dell’autrice Laura Dalmasso, si sono poi delineate le figure cattoliche locali che hanno avuto un ruolo attivo o di supporto nella lotta partigiana: da don Costanzo Demaria a don Domenico Martino, poi don Francesco Demarchi, don Michele Lerda, don Giuseppe Ghio o ancora don Pietro Occelli.
Nella serata di martedì 21 aprile, dopo gli interventi dell’assessora Attilia Gullino, di Davide Debernardi (Azione Cattolica) e di Mariangela Tallone, Elio Lingua e Silvano Bertaina (Acli provinciale), si discute di Memoria e attualità internazionale.

«Ci troviamo di fronte ad un tentativo di smantellare l’ordine politico e culturale nato dopo la guerra, come alternativa al nazi-fascismo – ha commentato Rapetti –: la diplomazia che diventa una presa in giro, la distruzione dell’Onu, i soldati che smettono di avere un codice etico… Da parte di Trump c’è questo intento, già esplicito nel suo primo mandato, e l’alleanza con Israele è fondamentale per l’obiettivo. L’Unione Europea in questo senso è l’unica area del mondo, pur con le sue tante debolezze, che si fonda su principi di diritto e che ha radicato a fondo la democrazia». 

Allora diventa (anzi, resta) fondamentale promuovere consapevolezza: sensibilizzare e «seminare, attraverso la formazione», perché si possa rispondere con spirito critico e seguendo l’operato di figure come don Costanzo Demaria, «che più volte ha testimoniato che non è possibile scendere a patti con i soprusi».