In salute di Cristina Bosco

I giganti del cielo

Di primo mattino raggiungiamo il punto di osservazione consapevoli che ci vorrà tempo prima di vederli veleggiare davanti a noi: un vento freddo agita i rami degli alberi e ci ricorda che la primavera è iniziata da poco.
Mi affaccio dalle alte pareti che sprofondano nel canyon ancora immerso nell’ombra ed un brivido mi attraversa: il fiume porta con sé acqua di montagna ed umidità, elementi che tarderanno ancora un po’ la formazione delle correnti ascensionali che solleveranno letteralmente i nostri amici alati, presentandoceli al nostro sguardo ed ai nostri obiettivi fotografici…o per lo meno è quello che speriamo!
Periodicamente i grifoni, già… stiamo parlando proprio di loro, tentano il volo dalle rocce sotto di noi, ritornando inesorabilmente a terra, quando finalmente, sfruttando le prime correnti ascensionali, iniziano a volteggiare in cerchi sempre più ampi portandosi rapidamente in quota fino a guardarci negli occhi.
Creature splendide ed imponenti con un’apertura alare che supera i due metri e mezzo ed un peso che può raggiungere i 12 Kg, questi avvoltoi presentano un collo quasi nudo ricoperto di un rado piumino che termina con un “bavaglino”, modifiche evolutive dovute all’alimentazione necrofaga (si nutrono di carcasse di animali) che permettono l’inserimento del collo nella preda evitando l’imbrattamento con sangue e cibo del resto del corpo e delle ali.
è una specie fortemente gregaria e così in un batter d’occhio ne siamo completamente circondati: decine di grifoni ci volteggiano intorno con ampie ed eleganti virate regalandoci passaggi ravvicinati e sguardi curiosi, occhi negli occhi, impossibili da descrivere ma anche da dimenticare.
Il grifone, pur non nidificando nelle nostre vallate (estinto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento), si fa vedere molto spesso anche da noi, spinto dal volo planato con battute lente e profonde che comportano un ridotto dispendio di energia e che lo portano ad allontanarsi temporaneamente dalle zone di nidificazione del sud della Francia dove è stato reintrodotto con successo nella metà degli anni Ottanta.
La giornata scorre veloce nella magia della natura e dopo gli ultimi scatti avvolti dalla luce calda del tramonto, richiudiamo gli zaini carichi di gratitudine per un incontro che, come tutti quelli in natura, non è mai scontato.