Saluzzo: Intervista a mons. Castellucci

Una firma per l'8xmille, gesto sinodale

Le Chiese che sono in Italia stanno vivendo il Cammino sinodale, in cui le è stato affidato il compito di presiedere il Comitato nazionale. In questa prospettiva, che significato assume il gesto della firma per l’8xmille?
La firma per l’8xmille è in sé un “gesto sinodale”: chi si sente partecipe della vita della Chiesa certamente firma. Talvolta sento dire da alcuni cattolici – perfino da persone che rivestono un ministero - che non firmano per protesta, ma sono casi che richiederebbero un’analisi a parte. Anzi, sappiamo che firmano anche molti che non si dicono praticanti né credenti, sostenendo la Chiesa e riconoscendo il valore delle sue iniziative in favore della società. 
Il Cammino sinodale, voluto da papa Francesco e portato avanti da papa Leone, si muove proprio in questa direzione “inclusiva”: cercando cioè di superare barriere verticali che definiscono troppo rigidamente l’appartenenza ecclesiale e creando spazi di collaborazione, confronto e reciproco arricchimento. La firma per l’8xmille equivale a una sinodalità vissuta.
Il sistema dell’8xmille ha compiuto 40 anni. Dal suo punto di osservazione, a che punto sono le nostre comunità nella consapevolezza di questo strumento e delle offerte deducibili?
Il costante aggiornamento che i responsabili del Sovvenire e dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero offrono nelle assemblee della Cei mostra aspetti incoraggianti e altri preoccupanti. 
Tra i primi: la tenuta del sistema in termini di entrate complessive; alcune esperienza-pilota, in parrocchie e diocesi particolarmente attente e virtuose; la trasparenza con cui viene rendicontato l’uso dei fondi; l’efficace campagna annuale di sensibilizzazione nazionale. 
Tra i secondi: il calo del numero di firmatari; la scarsa sensibilità di molte comunità, che preferiscono ragionare in termini esclusivamente “locali”; il drenaggio di una consistente parte delle offerte pervenute verso gli Istituti diocesani sostentamento clero, alcuni dei quali riescono a coprire solo una piccola parte dei bisogni, anche a causa di una gestione poco efficiente del patrimonio o di una sua scarsa consistenza.

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