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La sonnambula

Con il romanzo uscito a gennaio 2026, Bianca Pitzorno torna a dimostrare la sua straordinaria capacità di intrecciare immaginazione e rigore storico in una narrazione che sfugge a ogni etichetta. La storia di Ofelia Rossi, “rinomata sonnambula” nella Sardegna di fine Ottocento, si muove con eleganza tra gotico, picaresco e romanzo di formazione, dando vita a un’opera degna di nota.
Fin dalle prime pagine, il lettore viene catturato da un’atmosfera sospesa tra mistero e concretezza. Il presunto dono di Ofelia – quegli svenimenti accompagnati da visioni del futuro – non è mai trattato in modo banale o sensazionalistico. Al contrario, la Pitzorno gioca con l’ambiguità: ciò che sembra soprannaturale si rivela spesso radicato nella sensibilità, nell’intelligenza e nella capacità di osservazione della protagonista. È proprio qui che il romanzo trova una delle sue chiavi più interessanti: la “sonnambula” non è tanto una veggente, quanto una donna capace di ascoltare davvero.
Il cuore pulsante della narrazione è infatti il rapporto tra Ofelia e le sue clienti. Nel suo salotto, tra confessioni sussurrate e inquietudini represse, si sviluppa una forma di “terapia della parola” sorprendentemente moderna. Le donne che si rivolgono a lei non cercano solo predizioni, ma uno spazio di libertà in cui riconoscersi e, talvolta, reinventarsi. In questo senso, il romanzo assume una forte valenza politica, raccontando con delicatezza ma decisione la condizione femminile del tempo  e il desiderio di emancipazione.
Accanto alla dimensione intima, l’autrice costruisce un affresco vivido della Sardegna ottocentesca, e la  documentazione storica si fonde con l’invenzione narrativa, creando un mondo credibile e pulsante, popolato da personaggi dalle  sfaccettature  memorabili.
Ma quando il passato torna a bussare alla porta di Ofelia, la storia accelera, trasformandosi in un’avventura che sorprende fino all’ultima pagina.

La sonnambula
Bianca Pitzorno
Editore Bompiani 
Euro 19