Acchiappamostre di Anna Cavallera

La mostra della settimana

Nella chiesa di San Gregorio a Cherasco, in Via Garibaldi, l’Associazione culturale Giulia Falletti di Barolo presenta dal 7 giugno alle ore 18 al 19 luglio “In relazione” di Philippe Halsman, una mostra fotografica a cura di Suleima Autore e Alessandra Mauro organizzata in collaborazione con Contrasto e il Philippe Halsman Archive. 
Il lavoro di Halsman si fonda sulla relazione, sull’incontro tra mondi e sulla ricerca di un’intesa; l’esposizione cheraschese, dedicata a uno dei più celebri ritrattisti del Novecento, raccoglie trenta intensi ritratti accompagnati da testi dello stesso fotografo che raccontano l’incontro tra autore e soggetto. 
Nel 1943 l’artista apre il proprio studio nella 67ª Strada Ovest di Manhattan, dove vivrà e lavorerà per il resto della sua vita. Anche quando i diversi incarichi lo portano ad allontanarsi temporaneamente dal ritratto, è in questo ambito che continua a esprimere al meglio la propria ricerca: un’attenzione profonda al soggetto, una spiccata sensibilità e una naturale propensione all’analisi psicologica che rendono ogni immagine unica per originalità e forza.
A raccontare il suo rapporto con l’arte del ritratto sono le parole con cui apre uno dei suoi libri più noti, Sight and Insight, del 1972: «Se la fotografia di un essere umano non mostra una profonda intuizione psicologica, non è un vero ritratto, ma una somiglianza vuota. Pertanto, il mio obiettivo principale nella ritrattistica non è né la composizione, né il gioco di luci, né mostrare il soggetto davanti a una nuova immagine visiva. Tutti questi elementi possono rendere un’immagine vuota visivamente interessante, ma per essere un ritratto la fotografia deve catturare l’essenza del soggetto».
Ingresso libero. Orari: sabato, domenica e festivi 9:30-12:30 e 14:30-18:30.

Altre mostre

La mostra «La verità è nell’ombra - Omaggio a Berto Ravotti 1924-2014», diciottesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro”, rappresenta un’occasione per ricordare lo stimato e indimenticato artista Berto Ravotti (Montaldo Mondovì, 1924 - Cuneo, 2014). 
Nelle sale espositive di Palazzo Samone sarà presentata una sessantina di sue opere scelte, ordinate cronologicamente e provenienti da collezioni private cuneesi, che intendono documentare tre momenti indicativi della sua creatività artistica, compresi tra gli anni Sessanta e Settanta. 
Bartolomeo (Berto) Ravotti, partigiano nelle valli dell’Ellero e del Casotto, diplomato nel 1945 presso il Liceo Artistico dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, ha frequentato la Facoltà di Architettura del Politecnico torinese. Professore di educazione artistica alle scuole medie, nel ’57 inizia a dipingere e a esporre ritratti, paesaggi, nature morte e soggetti sacri, ma è del 1959 la sua prima personale alla Galleria La Soffitta di Roma, cui sono seguite molteplici mostre collettive nazionali ed internazionali. A partire dal 1961 la sua produzione pittorica assume nuovi aspetti sia tematici che stilistici, accogliendo il colore materico improntato alla pittura informale e quindi a definire quei particolari profili di ombre che hanno caratterizzato il suo tipico modo di fare arte. Nel 1964 è intervenuto nella realizzazione del Sacrario delle deportate italiane a Ravensbrück (Germania), in collaborazione con Piero Bolla e Araldo Cavallera, su esplicita richiesta di Lidia Rolfi Beccaria. Nel 1966, compaiono quindi le configurazioni di ombre slittate e in dissolvenza sulla superficie dei supporti utilizzati, testimoniate, in particolare, da Ombra di Lucio, con taglio - opera a quattro mani n. 2 del 1966, realizzata con Lucio Fontana. Negli anni Settanta il suo linguaggio si fa più concettuale, espresso con superfici e cromie uniformi, unite ad elementi di scrittura realizzati spesso con il mezzo serigrafico. Dagli anni Ottanta in poi, ripensa alla sua attività di pittore, sulla spinta di una forte esigenza spirituale, avvicinandosi al messaggio cristiano e indirizzando i propri interessi verso il linguaggio multimediale.
 Orari: sabato e domenica 15-18 e su appuntamento (info@grandarte.it).