Villafranca: Il "Pignatelli Day" al Podere di frazione Madonna Orti

Radice: un progetto a sostegno della cerealicoltura piemontese

Rigenerare l’agricoltura degli ecosistemi cerealicoli del Piemonte è la missione di Radice, un progetto promosso dalla Fondazione Podere Pignatelli, capofila, insieme a partner scientifici, tecnici e agricoli del territorio, che è stato presentato il 3 giugno durante il Pignatelli Day. Il suo obiettivo è accompagnare la cerealicoltura piemontese verso un modello resiliente che tenga insieme sostenibilità e produttività, in linea con la strategia europea Farm to Fork.

«L’agricoltura del nostro territorio sta vivendo una progressiva riduzione del numero di aziende e della competitività - spiega Fondazione Podere Pignatelli -.I cambiamenti climatici portano con sè un aumento delle temperature e una pressione crescente dei patogeni. Questo, unito ai costi elevati di produzione e alla richiesta di produzioni sempre più tracciabili e attente all’impatto ambientale, ci ha portati a immaginare soluzioni nuove da condividere con la filiera».

Il progetto Radice agisce su più fronti: sperimenta, misura i risultati e diffonde le buone pratiche.
La visione che propone è quella dell’agricoltura rigenerativa: un approccio che mette al centro la salute del suolo e la capacità dell’agroecosistema di mantenersi fertile nel tempo. Non si limita a ridurre gli impatti negativi, ma punta a migliorare progressivamente la struttura del terreno, l’attività biologica, la sostanza organica, la biodiversità e la capacità di trattenere acqua e nutrienti. “Significa coltivare con una prospettiva più ampia” racconta la Fondazione. «Il suolo non è il mero supporto della coltura, ma una risorsa viva da proteggere e rigenerare. L’agricoltura rigenerativa consente inoltre di migliorare l’impronta carbonica delle aziende, favorendo nuove opportunità economiche legate ai crediti di carbonio e contribuendo alla sostenibilità e alla competitività del comparto cerealicolo».

Il cuore del progetto è rappresentato da piattaforme sperimentali di lungo periodo dedicate allo studio delle cover crops estive e invernali, in successione rispettivamente a frumento e mais. A queste si affiancano prove di intercropping e living mulch, volte a ridurre l’uso di input chimici, migliorare il controllo delle infestanti e incrementare la biodiversità e la funzionalità del sistema suolo-pianta. Parallelamente, vengono sviluppati sistemi colturali su scala aziendale che confrontano modelli tradizionali e rigenerativi, includendo rotazioni, lavorazioni conservative e strategie innovative di difesa, anche a basso impatto.
Così, attraverso confronti tra diverse specie e gestioni del suolo, misura gli effetti su fertilità, disponibilità di nutrienti, rese produttive e qualità delle produzioni, oltre che sull’accumulo di carbonio e sull’impronta ambientale. Una valutazione che non prescinde mai dalla replicabilità in azienda e dalla sostenibilità economica.
In definitiva, Radice è un progetto all’avanguardia che mette insieme ricerca scientifica, sperimentazione in campo e divulgazione: partner sono infatti il Disafa- Università degli Studi di Torino, Uptofarm, spin-off accademico del Disafa, Capac(Consorzio Agricolo Piemontese per Agroforniture e Cereali), alcune aziende agricole del territorio e Dstile, che permette una divulgazione capillare ed efficiente delle innovazioni attuate in campo dal progetto.
Sperimentare, misurare e diffondere: questo è Radice, che guida e sostiene le imprese cerealicole del Piemonte in modo puntuale e concreto, per rafforzare capacità di adattamento, produttività e competitività sul mercato.




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