Saluzzo: "Magnifica humanitas": tecnologia e dignità

Il Vescovo "legge" l'Enciclica di Leone XIV

Il Santo Padre, Papa Leone XIV, ha presentato la sua prima Enciclica: “Magnifica humanitas”. Il senso autentico del documento pontificio si può cogliere in due passaggi emblematici: “Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani” e “Il vero progresso nasce sempre da un cuore aperto all’altro… da una volontà che cerca ciò che unisce più che ciò che separa”.
Nella sua prima enciclica Papa Leone XIV fa emergere che la tecnologia (l’intelligenza artificiale) non è “antagonista” dell’umano, ma non è nemmeno neutrale, perché dipende da chi e da come se ne fa uso, né deve essere utilizzata per alimentare le guerre, o per accrescere le diseguaglianze tra le persone e i tra popoli, che ostacolano la realizzazione di un’autentica giustizia sociale.
Anche l’intelligenza artificiale, dice il Papa nelle sue profonde e puntuali “avvertenze antropologiche e spirituali per l’uso”, va utilizzata all’interno di un umanesimo di speranza.
L’enciclica è suddivisa in cinque capitoli, nei quali il Santo Padre ribadisce a più riprese che la tecnologia “non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa». Di qui il monito a “costruire nel bene” e a “rimanere umani”, seguendo la logica della corresponsabilità coraggiosa, della sussidiarietà, della comunione, perché “il mondo possa riconoscere nel cuore dell’essere umano il luogo dove Dio desidera abitare”.
Il Pontefice rivolge un appello a custodire «una magnifica umanità abitata da Dio», promuovendo verità, dignità del lavoro, giustizia sociale e pace. Disarmare l’intelligenza artificiale, per Papa Leone XIV, significa anche superare la teoria della “guerra giusta”, per rilanciare il dialogo e il multilateralismo nei rapporti internazionali. Disarmare l’intelligenza artificiale significa non costruire altri dei, ma cercare l’unico Dio fatto uomo per la salvezza dell’umanità.

Un pensiero dinamico fedele al Vangelo
Il primo capitolo, intitolato “Un pensiero dinamico fedele al Vangelo”, ripercorre la Dottrina sociale della Chiesa nel magistero recente e dal Concilio Vaticano II, che non è, sottolinea, “un prontuario di principi e norme da applicare”, ma “un cammino di discernimento comunitario”, una “teologia della comunione nella storia”, che orienta l’analisi degli avvenimenti alla luce del Vangelo.

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