Saluzzo: L’ex direttore Rubiolo ripercorre una storia di speranza: bambina egiziana trapiantata di cuore a Torino

Caritas: la solidarietà salva vita

Ci sono storie che dimostrano come l’accoglienza e la sinergia tra istituzioni, volontariato e sanità possono salvare una vita. Come la vicenda di Lubna (nome di fantasia scelto per tutelarne l’identità), una bambina egiziana il cui destino si è incrociato con la Caritas diocesana. A raccontarla, con l’emozione di chi ha vissuto quei momenti in prima linea, è Carlo Rubiolo, per sedici anni attivo in Caritas di cui è stato direttore negli ultimi sei.

Tutto ha inizio quando Lubna ha appena tre anni. È affetta da una gravissima cardiopatia, una patologia che nel suo Paese d’origine non potrebbe essere curata. La mamma decide di tentare il tutto per tutto: lascia l’Egitto e porta la piccola in Italia, per offrirle una possibilità di sopravvivenza.

Inizialmente, mamma e figlia vengono ospitate da una cugina che era arrivata in Italia anni prima e si era stabilita in una frazione della nostra città. Tuttavia, la convivenza diventa presto insostenibile: la cugina, già in difficoltà, non riesce a farsi carico di altre due persone. È a questo punto che la mamma di Lubna viene indirizzata al Centro di ascolto della Caritas per chiedere aiuto.

«In quel momento – ricorda Carlo Rubiolo – si erano appena conclusi i lavori per la realizzazione di Casa Madre Teresa di Calcutta. Fu una coincidenza provvidenziale, avendo la possibilità di offrire immediatamente un tetto a quel piccolo nucleo familiare».
Parallelamente all’accoglienza logistica, si muove anche la macchina dell’assistenza sanitaria grazie al sostengo offerto dall’ospedale Regina Margherita di Torino.

Ogni settimana, la mamma accompagna Lubna nel capoluogo piemontese per sottoporla a cure avanzatissime e alla somministrazione di farmaci complessi, alcuni dei quali ancora in fase sperimentale.

Nonostante gli sforzi dei medici, la situazione clinica non migliora: «risultava chiaro che solo il trapianto di cuore avrebbe potuto salvare la piccola. È stato pertanto disposto l’inserimento in lista di attesa, senza peraltro interrompere il ciclo settimanale delle cure».
In questo clima di sospensione e angoscia, dall’Egitto arriva anche il papà della bambina, rimasto fino ad allora in patria per accudire la figlia minore. Casa Madre Teresa di Calcutta accoglie l’intera famiglia.
 

La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 18 giugno. 

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